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Scritture di comparazione

Sommario

Inquadramento | Il valore probatorio dell'atto pubblico e della scrittura privata autenticata e riconosciuta | Le scritture di comparazione nel procedimento di verificazione e di querela di falso | Le scritture di comparazione nella sentenza della Corte di cassazione n. 6460/2019 | Riferimenti |

 

Le scritture di comparazione sono menzionate agli artt. 214-219 c.p.c., ovvero nell'ambito del subprocedimento di verificazione della scrittura privata disconosciuta. Analizzare gli aspetti salienti che concernono le scritture di comparazione esige, preliminarmente, una breve ricognizione e disamina delle prove documentali. Ed infatti, la scrittura privata – autenticata e riconosciuta – così come l'atto pubblico, trovano la loro definizione nel del Libro VI, titolo II, capo II del codice civile, ovvero nell'ambito della regolamentazione del valore probatorio delle prove documentali. Quelle che vengono in rilievo ai fini che ci interessano sono: l'atto pubblico,la scrittura privata autenticata, riconosciuta (recte legalmente considerata come riconosciuta, art. 2702 c.c.) e quella non riconosciuta o disconosciuta. In via di prima approssimazione, può affermarsi che le scritture di comparazione costituiscono mezzi di prova documentalinecessari, per espressa disposizione normativa, nell'ambito delle specifiche azioni giudiziali esperibili al fine di contrastare il valore probatorio legale che il disposto di cui agli artt. 2700 e 2702 c.c. conferiscono, rispettivamente, all'atto pubblico e alla scrittura privata riconosciuta e a quella legalmente considerata come riconosciuta.  

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