Bussola

Ragionevole durata del processo

Sommario

Inquadramento | Determinazione della durata del processo | I parametri in base ai quali deve essere accertata la «ragionevolezza» della durata del processo | In particolare: la complessità della causa | (Segue). Il comportamento delle parti | (Segue). Condotta delle autorità nazionali | Il criterio della «posta in gioco» della controversia per le parti | Riferimenti |

 

L'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), rubricato «diritto ad un processo equo», prevede, con particolare riguardo al processo civile, che ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un Tribunale indipendente ed imparziale costituito per legge, al fine di determinare i suoi diritti ed obblighi di carattere civile, nonché che la sentenza deve essere resa pubblicamente. Pertanto, come ha più volte ribadito la Corte di Strasburgo, il rispetto della durata ragionevole del processo rientra tra le garanzie del processo equo ai sensi dell'art. 6 della CEDU ed è uno strumento per garantire l'efficienza e la credibilità della giustizia (cfr. già Corte europea dir. uomo, 24 ottobre 1989, H c. Francia). Con la riforma realizzata dalla l. cost. n. 2/1999 il principio della ragionevole durata del processo è stato quindi annoverato tra i caratteri del giusto processo anche dall'art. 111 Cost. Di qui, nella giurisprudenza interna, il principio della ragionevole durata del processo è più volte assurto quale canone di interpretazione delle disposizioni processuali, quali, ad esempio, quelle in tema di preclusioni.

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