Bussola

Ordinanze del giudice istruttore

Sommario

Inquadramento | Struttura dell'ordinanza e nullità | Regime di conoscibilità | Modalità di comunicazione dell'ordinanza a cura della cancelleria | Omessa e tardiva comunicazione dell'ordinanza emessa fuori udienza | Efficacia e impugnabilità | Riferimenti |

 

Il codice vigente, come per la sentenza e il decreto, non fornisce alcuna definizione dell'ordinanza. Tuttavia l'art. 134 c.p.c., ponendo l'obbligo della motivazione anche per tale provvedimento, consente di ritenere superata sia l'impostazione del Chiovenda (Chiovenda G., op. cit., p. 807 e ss.) che ne individuava il presupposto nella mera necessità di svolgimento del processo (da cui la ritenuta non necessità della motivazione), che del Carnelutti (Carnelutti F., op. cit., pp. 6 e ss. e 308 e ss.) che, nella propria classificazione degli atti processuali, poneva l'ordinanza esclusivamente nella categoria degli ordini (atti che provvedono sul processo), ricompresa in quella più vasta degli atti di governo processuale. L'art. 176 c.p.c., anche in combinato disposto con l'art. 186 c.p.c., individua nell'ordinanza il provvedimento tipico del giudice istruttore attraverso il quale questi esercita i poteri propri di impulso e direzione del processo - poteri istruttori latu sensu intesi e di preparazione della decisione -. La dottrina, infatti, ne sottolinea la natura «istruttoria e preparatoria» che ne giustifica i minori requisiti formali e ne evidenzia le funzioni, peraltro eterogenee, di provvedimento a volta ordinatorio, istruttorio, cautelare o diretto a risolvere provvisoria...

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