Bussola

Errores in procedendo

Sommario

Le categorie evocative degli errori in procedendo | La necessità di evitare approcci formalistici | I riflessi sulle modalità di proposizione della censura e sui poteri di accertamento della Corte di cassazione | La ragione del diverso atteggiarsi della potestà di accertamento dei fatti processuali | Le modalità di formulazione della censura e il principio di autosufficienza | L'interpretazione degli atti processuali e il rapporto col vizio di motivazione | La soluzione più convincente, unicamente sostenibile |

 

Il tema dell'errore in procedendo richiede diverse puntualizzazioni, per dipanare un groviglio di concetti almeno in apparenza alquanto complicato. Innanzi tutto occorre prestare attenzione alle categorie. L'art. 360, n. 4, c.p.c. consente di impugnare con ricorso per cassazione le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado per «nullità della sentenza o del procedimento». A sua volta l'art. 360, nn. 1 e 2, c.p.c. consente di impugnare con ricorso per cassazione le medesime sentenze (pronunciate in grado d'appello o in unico grado) per «motivi attinenti alla giurisdizione» e per «violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza». Secondo la tradizionale impostazione, tale sistema concretizza i c.d. errores in procedendo deducibili in cassazione, a fronte della formula «violazione o falsa applicazione di norme di diritto» che, nell'art. 360, n. 3, stesso codice, ordinariamente allude all'error in iudicando in iure. Questa schematica distinzione può essere mantenuta, con l'avvertenza, però, che non va considerata in termini di effettiva contrapposizione. Non è dubbio che l'indicazione rinveniente nell'art. 360, n. 4, c.p.c. serve ad abbracciare praticamente tutte le ipotesi di affermata violazione, da parte del giudice de...

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