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Domande nuove in appello

Sommario

Inquadramento | La sanzione dell'inammissibilità | I criteri distintivi | Riproponibilità della domanda inammissibile | Limiti al divieto di domande nuove | Le domande nuove eccezionalmente ammissibili | Restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado | Casistica | Riferimenti |

 

Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia domandarsi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa. Tale precetto è posto dall'art. 345 c.p.c.: norma che ha avuto una vita travagliata per quanto attiene al secondo ed al terzo comma, che disciplinano il regime di ammissibilità delle nuove eccezioni e delle nuove prove, ma che invece è rimasta sostanzialmente immutata laddove fa divieto delle domande nuove. Si discute sulla ratio della disposizione: taluni la riconducono al principio del doppio grado di giurisdizione (v. APPELLO IN GENERALE); altri vi ravvisano una esigenza di coerenza tra l'oggetto del giudizio nel primo e nel secondo grado; altri sottolineano il rilievo della disposizione per i fini dello svolgimento di un giudizio rapido ed efficace.

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