Bussola

Dichiarazione di contenimento del valore

Sommario

Inquadramento | Il cumulo di domande | La clausola di contenimento | Effetti della clausola di contenimento sul merito | Formulazione della clausola | Momento di apposizione della clausola | Mancata riproposizione alla precisazione delle conclusioni | Operatività della competenza per materia | Cumulo di domande di pagamento somma e di condanna ad un facere | Cumulo di domanda risarcitoria con domanda di interessi e rivalutazione | Riferimenti |

 

L’art. 10 comma 1 c.p.c. pone la regola generale secondo cui il valore della causa, ai fini della determinazione della relativa competenza (e cioè, oggi, essenzialmente per i fini del riparto verticale tra giudice di pace e tribunale) si determina in base alla domanda come proposta, indipendentemente, cioè, dalla sua fondatezza e dall'oggetto dell'accertamento che il giudice deve compiere quale antecedente logico della decisione sul fondamento della domanda (Cass. civ., 14 maggio 2004, n. 9251; Cass. civ., 21 gennaio 2005, n. 1338). In particolare, alla regola secondo cui la competenza si determina dalla domanda — regola che trova successiva specificazione negli artt. 11 e ss. c.p.c. — si attribuisce valenza generale, sia in dottrina (Gionfrida, 46; Levoni, 110; Segrè, 107) che in giurisprudenza (Cass. civ., 26 marzo 2014, n. 7182; Cass. civ., 17 maggio 2007, n. 11415; Cass. civ., 1 dicembre 2000, n. 15367) sicché essa è ritenuta applicabile anche agli altri criteri di individuazione della competenza. Il comma 2 soggiunge poi che, nel computo del valore, occorre sommare le domande proposte nello stesso processo contro la medesima parte ed occorre altresì calcolare gli interessi, le spese e i danni già maturati. L’attore, tuttavia, può, secondo il costante insegnamento della gi...

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