Bussola

Confronto dei testimoni

05 Giugno 2018 |

Sommario

Inquadramento | I poteri officiosi del giudice nel corso della prova testimoniale | Il confronto dei testimoni | Casistica | Riferimenti |

 

Gli artt. 251 e ss. c.p.c. sono dedicati alle modalità di assunzione della prova testimoniale. Come già si è osservato (v. A. Farolfi, Prova testimoniale, in www.ilProcessoCivile.it), il nostro ordinamento guarda con un certo disfavore alla prova per testi, rispetto ad altre prove, in particolare quelle documentali, e tanto sia per la possibile influenzabilità o inattendibilità dei testimoni, quanto, più in generale, per la soggettività con cui i ricordi vengono memorizzati e filtrati da ciascun individuo, nonché per la loro labilità ed incertezza dovuta anche allo iato temporale con cui, quasi sempre, si svolge la prova nel processo rispetto all'epoca in cui si sono verificati i fatti narrati. Viene in rilievo particolare, nel caso del confronto dei testimoni, quanto prevede l'art. 254 c.p.c., secondo cui «se vi sono divergenze tra le deposizioni di due o più testimoni, il giudice istruttore, su istanza di parte o d'ufficio, può disporre che siano messi a confronto». Il confronto fra testimoni è peraltro una facoltà discrezionale alla quale il giudice ricorre raramente, risultando molto spesso preferibile una più complessiva valutazione del materiale probatorio acquisito nel corso del giudizio che consenta di preferire alcune prove piuttosto che altre, rimarcare la maggiore a...

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