Bussola

Arbitrato rituale

Sommario

Inquadramento | Legittimità costituzionale del rimedio arbitrale | Natura giuridica dell'arbitrato rituale | La disponibilità del diritto | Riferimenti |

 

In attuazione della delega conferita al governo ex art. 1, comma 3, lett.b), l. 80/2005, al fine di «riformare in senso razionalizzatore la disciplina dell'arbitrato» è stato dettato il d.lgs. 40/2006, che ha riscritto l'intera disciplina dettata dagli artt. 806-840 c.p.c. e che si è soliti riferire all'arbitrato rituale.    L'ambito delle controversie per le quali è ammesso il ricorso all'arbitrato in deroga alla giurisdizione del giudice dello Stato è oggi definito con una norma di carattere generale (art. 806 c.p.c.) che consente di ritenere le condizioni da essa poste applicabili tanto per l'arbitrato rituale, quanto per l'arbitrato irrituale (o libero). Tuttavia la riforma ha espresso chiaramente la differenza tra l'arbitrato rituale e quello irrituale - aventi entrambi natura privata - che non può imperniarsi sul rilievo che con il primo le parti abbiano demandato agli arbitri una funzione sostitutiva di quella del giudice, ma va ravvisata nel fatto che, nell'arbitrato rituale, le parti vogliono che, attraverso l'osservanza delle regole del procedimento arbitrale, si pervenga ad un lodo suscettibile di essere reso esecutivo e di produrre gli effetti di cui all'art. 825 c.p.c., mentre nell'arbitrato irrituale esse intendono affidare all'arbitro uno strumento di risoluzion...

Leggi dopo

Le Bussole correlate >