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Riforma processo civile: parere favorevole condizionato anche della Camera sul decreto attuativo

16 Settembre 2022 | Avvocato

La Commissione giustizia della Camera dei deputati ha esaminato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206 recante « delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata ».

 

La Commissione ha espresso parere favorevole, con le seguenti condizioni:

         1) all'articolo 2113, quarto comma c.c., come modificato dall'articolo 1, comma 12, dello schema di decreto, si eliminino le parole «o conclusa a seguito di una procedura di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte»; conseguentemente all'articolo 2-ter del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10                  novembre 2014, n. 162, introdotto dall'articolo 9, comma 1, lettera d), dello schema di decreto, si aggiunga in fine, il seguente periodo: «L'accordo è trasmesso, a cura di una delle due parti, entro dieci giorni ad uno degli organismi di cui all'articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276»;

         2) all'articolo 7 del codice di procedura civile, come modificato dall'articolo 3, comma 1, dello schema di decreto, si modifichi a diecimila il limite generale di valore per la competenza del giudice di pace con riguardo alle cause relative a beni mobili e a venticinquemila il limite di valore per le cause di risarcimento del danno da circolazione dei natanti e di veicoli;

         3) all'articolo 127-bis del codice di procedura civile, come introdotto dall'articolo 3 comma 10, lettera b) dello schema di decreto, si preveda che il giudice decide sull'ammissibilità della domanda della parte di celebrare il processo alla presenza delle parti «tenuto conto dell'utilità e dell'importanza della presenza delle parti in relazione agli adempimenti da                     svolgersi in udienza»;

         4) si modifichi l'articolo 473-bis.42, comma 3, c.p.c., introdotto dall'articolo 3, comma 33, dello schema di decreto, prevedendo che «quando nei confronti di una delle parti è stata pronunciata sentenza di condanna o di applicazione della pena, anche non definitiva, o provvedimento cautelare civile o penale ovvero penda procedimento penale in una fase                     successiva ai termini di cui all'articolo 415-bis c.p.p. per abusi o violenze, il decreto di fissazione dell'udienza non contiene l'invito a rivolgersi ad un mediatore familiare»; provveda inoltre il Governo a coordinare anche l'articolo 473-bis.43 con tale nuova formulazione;

         5) all'articolo 49, comma 1, dell'ordinamento giudiziario, come modificato dall'articolo 30, lettera b), dello schema di decreto, si sopprima la parola «distaccate».

 

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