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Riforma processo civile: interviene l’OCF

23 Gennaio 2023 | Avvocato

Nel contesto della riforma del processo civile, l’OCF offre il proprio contributo precisando come l’Avvocatura abbia subito la riforma, ma abbia, comunque, voluto fornire il proprio contributo «portando all'attenzione del Governo le mozioni approvate nei diversi Congressi forensi: qualche proposta è stata recepita, non tutte purtroppo, e alcune norme contestate sono state confermate e peggiorate».

 

Viene criticata, in particolare, «l'anticipazione dell'entrata in vigore della riforma del rito civile, disposta dall'art. 1, comma 380 della legge di bilancio per il 2023 (l. 197/2022) e la contestuale approvazione dell'art. 8 del c.d. decreto milleproroghe (D.l. 29 dicembre 2022, n. 198) entrato in vigore il 30 dicembre 2022 dedicato ai termini in materia di giustizia, con il quale numerose disposizioni già oggetto del decreto milleproroghe 2021 (in gran parte previsioni adottate nel periodo pandemico) sono state ulteriormente prorogate per il 2023» acuendo criticità già segnalate e creandone di nuove.

 

Il contributo offerto dall’OCF (sulla scorta del d.lgs. n. 149/2022) riguarda i seguenti temi:

  • modifica e competenza del giudice di pace;
  • ulteriori ipotesi di responsabilità processuale;
  • principio di chiarezza e sinteticità degli atti;
  • udienza mediante collegamenti audiovisivi e udienze cartolari;
  • obbligo di eseguire la notificazione esclusivamente a mezzo PEC;
  • processo di cognizione di primo grado e introduzione del c.d. “procedimento semplificato di cognizione”;
  • riforma del giudizio di appello;
  • riforma del giudizio di cassazione, in particolare con la riduzione delle possibilità di adire la S.C., la partecipazione all'udienza pubblica, l’introduzione di una nuova ipotesi di revocazione e il rinvio pregiudiziale da parte dei giudici di merito;
  • problematiche in merito di deposito telematico.

 

In occasione dell’incontro con i rappresentati del Ministero e del DGSIAN l’OCF ha, inoltre, chiesto, la realizzazione di «un'unica piattaforma per i depositi telematici uguale per tutte le procedure giudiziali, che preveda una upload fornita gratuitamente dal Ministero», permettendo il «caricamento diretto degli atti e dei documenti, con attività differenti a seconda del tipo di processo (civile, penale, amministrativo e tributario) ma con identico e semplificato lay-out dei comandi, che consenta agli Avvocati di effettuare tali attività in modo agevole e ricevendo immediatamente il riscontro da parte della Cancelleria con attestazione del rispetto dei termini processuali».

 

Viene chiesta anche la riduzione delle ipotesi di sospensione e interruzione dei sistemi telematici, che ultimamente, per esigenze di manutenzione e aggiornamento, sono divenute sempre più frequenti, causando un eccessivo allungamento dei tempi e numerosi disagi.  

 

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