Focus

Le insidie degli errori nella scelta del rito (opposizione a d.i. e impugnazioni)

Sommario

Il rito del lavoro e l'esordio del problema | Decreto ingiuntivo per crediti di lavoro e forma dell'opposizione | L'indirizzo consolidato | Il principio nel campo delle impugnazioni | L'impatto pratico del problema oggi | I tentativi di modificare l'assetto giurisprudenziale | Opposizione a decreto ingiuntivo e crediti da locazione | Un vecchio intervento della Consulta | L'art. 4 del decreto semplificazione riti | Decreto ingiuntivo per prestazioni professionali di avvocato e opposizione | Il limitato ambito di applicazione della norma | Ancora la Consulta | Deliberazioni assembleari | Una mesta conclusione | Riferimenti |

 

La previsione di riti che si introducono con ricorso e riti che si introducono con citazione comporta l'eventualità che la parte possa incorrere in errore nella scelta dell'uno o dell'altra, errore che, di regola, non comporta alcuna ricaduta pregiudizievole sullo svolgimento del processo, attraverso il meccanismo del mutamento del rito. Se, però, si versa in ipotesi di opposizione a decreto ingiuntivo, oppure di impugnazione, l'errore nella scelta del rito può determinare la tardività dell'atto e, dunque, l'inammissibilità dell'opposizione o dell'impugnazione. L'articolo che segue esamina gli aspetti del problema, prestando attenzione alla giurisprudenza più recente, con particolare riguardo al rilievo dell'art. 4 del decreto semplificazione riti, secondo il quale, in caso di errore nella scelta del rito, gli effetti processuali della domanda si producono secondo le norme del rito pur erroneamente prescelto.

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