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Prescrizione dell'azione cambiaria e creditore a bocca asciutta: l'avvocato risponde dei danni cagionati al cliente

20 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Avvocato

Si configura la responsabilità per inadempimento professionale dell'avvocato nei confronti del cliente in caso di incuria e di ignoranza delle disposizioni di legge, ma anche nei casi in cui per negligenza od imperizia il legale abbia compromesso il buon esito del giudizio.

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Non è responsabile l'avvocato che investito del solo mandato a gestire la fase stragiudiziale non interrompa la prescrizione

17 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass.

Avvocato

In assenza di prova del conferimento di un mandato difensivo ad introdurre il giudizio, l'avvocato che sia stato investito verbalmente del solo incarico di componimento della trattativa stragiudiziale non è responsabile della mancata interruzione del termine di prescrizione.

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Spetta ai chiamati all'eredità di un soggetto deceduto nelle more di un processo dimostrare di non essere divenuti eredi

16 Luglio 2020 | di Massimiliano Summa

Cass. civ.

Onere della prova

In considerazione del principio della prossimità della prova – presidio ontologicamente sistemico che apporta al canone dell'art. 2697 c.c. una specifica tutela dal suo abuso – deve affermarsi che spetta ai chiamati all'eredità di un soggetto deceduto nelle more di un processo, e conseguentemente convenuti in riassunzione, in primis allegare e quindi dimostrare di non essere divenuti eredi.

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La Cassazione non può essere chiamata a pronunciarsi sulle spese di lite attraverso il regolamento di competenza

14 Luglio 2020 | di Massimiliano Summa

Cass. civ.

Regolamento di competenza

Ove la sentenza che statuisce sulla competenza venga censurata per cassazione su tale questione dalla parte vittoriosa (che non avrebbe interesse a un riesame della stessa) unicamente in relazione al capo concernente le spese di lite, l'impugnazione esperibile non è il regolamento necessario di competenza ma il ricorso ordinario per violazione delle norme attinenti al regolamento delle spese processuali.

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Interruzione automatica del processo per il fallimento di una delle parti e decorrenza del termine per la riassunzione

13 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Interruzione del processo

In caso di interruzione automatica del processo determinata dalla dichiarazione di fallimento di una delle parti, il termine per la riassunzione di cui all'art. 305 c.p.c. decorre dalla dichiarazione o notificazione dell'evento interruttivo secondo la previsione dell'art. 300 c.p.c. ovvero, se anteriore, dalla conoscenza legale di detto evento procurata dal curatore del fallimento alle parti interessate, mediante dichiarazione, notificazione o certificazione rappresentativa dell'evento che determina l'interruzione del processo, assistita da fede privilegiata, la quale deve fare specifico riferimento al processo sul quale l'effetto interruttivo opera e deve essere diretta al procuratore che in esso rappresenta la parte.

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Filtro in appello: no, se non è prima istituito il contraddittorio

10 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Filtro in appello

La disposizione di cui all'art. 348-ter, comma 1, c.p.c. nella parte in cui prescrive che all'udienza di cui all'art. 350 c.p.c., il giudice, prima di procedere alla trattazione della causa, sentite le parti, dichiara inammissibile l'appello, a norma dell'art. 348-bis, comma 1, c.p.c., deve essere interpretata nel senso che il giudice d'appello è tenuto «in ogni caso, a procedere alla preliminare verifica della corretta instaurazione del contraddittorio tra le parti, solo così potendo darsi effettiva attuazione dal disposto della norma che richiede di sentire previamente le parti».

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Regolamento di giurisdizione: le Sezioni Unite parlano una volta sola

09 Luglio 2020 | di Giuseppe Davide Giagnotti

Cass. civ.

Regolamento di giurisdizione

La proposizione del regolamento di giurisdizione implica l'infrazionabilità delle questioni di giurisdizione, relative alle domande proposte dalle parti, sia a quella principale, che a quelle accessorie, dipendenti o alternative. La pronuncia dell'ordinanza di definizione di un conflitto negativo di giurisdizione, relativo alla domanda principale e la conseguente formazione di un giudicato interno, preclude, in ogni caso, sia la riproposizione della questione già esaminata, che la proposizione nuove ed ulteriori questioni di giurisdizione, inerenti le domande subordinate o accessorie.

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La sentenza pronunciata nel giudizio di revocazione non può essere impugnata per revocazione

08 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Revocazione, impugnazione per

La Cassazione ha chiarito che le sentenze e le ordinanze ex art. 380-bis c.p.c., emesse nel giudizio di revocazione, non sono suscettibili di una nuova impugnazione per revocazione, in quanto tutti i mezzi di impugnazione ordinari esperibili si considerano esauriti.

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Inammissibile il ricorso se manca la data di rilascio della procura alle liti

07 Luglio 2020 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Procura alle liti in generale

In materia di protezione internazionale, il conferimento della procura alle liti per proporre ricorso per cassazione, al fine di assolvere al requisito della posteriorità alla comunicazione del decreto impugnato, va certificato nella sua data di rilascio dal difensore. Dunque, è inammissibile il ricorso nel quale la procura non indica la data in cui è stata conferita.

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Preliminare di vendita, trascrizione del pignoramento e contratto definitivo: la revocatoria è in agguato

06 Luglio 2020 | di Stefano Calvetti

Cass. civ.

Azione revocatoria

In caso di esercizio dell'azione revocatoria avente ad oggetto il contratto definitivo di compravendita immobiliare concluso nelle forme di cui all'art. 1401 c.c., qualora l'immobile compravenduto sia stato oggetto di pignoramento trascritto anteriormente alla trascrizione del contratto definitivo, ma posteriormente alla trascrizione del preliminare, la verifica della "scientia damni" in capo alla terza nominata (da compiersi solo nell'ipotesi in cui analoga verifica, già effettuata nei riguardi dello stipulante e con riferimento al momento della conclusione del contratto preliminare, abbia dato esito negativo), deve essere diretta ad evidenziare se la colpa della stessa, nel non aver consultato i registri immobiliari, possa assumere i connotati della lievità, idonea a giustificare la tutela del suo affidamento.

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