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Le sorti dell’erronea indicazione nell’atto di citazione del legale rappresentante

23 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Citazione

La domanda erroneamente diretta nei confronti del legale rappresentante non esclude, quando lo stesso sia evocato in giudizio, che la domanda principale possa essere presa in esame dal giudice.

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Le Sezioni Unite sulla notifica all’avvocato cancellatosi volontariamente dall’albo: nullità sanabile

22 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Notificazione a cura dell’avvocato

La notifica dell’atto di appello eseguita al difensore dell’appellato che, nelle more del decorso del termine per impugnare, si sia volontariamente cancellato dall’albo professionale, non è inesistente, ma nulla per violazione dell’art. 330 comma 1, c.p.c., in quanto indirizzata ad un soggetto non più abilitato a riceverla, atteso che la volontaria cancellazione dall’albo degli avvocati importa per il professionista la simultanea perdita dello ius postulandi tanto nel lato attivo quanto in quello passivo. Tale nullità risulta sanabile, mediante sua rinnovazione o grazie alla volontaria costituzione dell’appellato.

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Niente spese di precetto all’avvocato se prima non comunica al terzo l’ordinanza di assegnazione delle somme

14 Febbraio 2017 | di Rosa Villani

Cass. civ.

Precetto

Poiché l’ordinanza di assegnazione di crediti resa ai sensi dell’art. 553 c.p.c. acquista efficacia di titolo esecutivo nei confronti del terzo assegnato solo dal momento in cui sia portata a conoscenza di questi o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificatamente indicato nell’ordinanza stessa, è illegittima l’intimazione, col precetto notificato prima di tale momento, del pagamento di spese o competenze o compensi diversi ed ulteriori rispetto a quanto indicato nell’ordinanza.

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Le istruzioni della Cassazione per un corretto ricorso per revocazione

10 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. VI-3, ord., 7 febbraio 2017, n. 3268.pdf

Revocazione delle sentenze della corte di cassazione

La parte che intenda promuovere un ricorso per revocazione ex art. 391-bis c.p.c. e 391-ter c.p.c. è tenuta, a pena di improcedibilità, a depositare la copia autentica della sentenza revocanda.

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La notifica a persona giuridica irreperibile: l’interpretazione del novellato art. 145 c.p.c.

09 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. cvi.

Notificazione alle persone giuridiche

A seguito della modifica ex lege n. 263/2005, l’art. 145 c.p.c. deve interpretarsi nel senso che la notificazione degli atti processuali alle persone giuridiche è consentita attraverso l’uso delle forme previste dagli artt. 140 e 143 c.p.c., purchè la notifica sia fatta alla persona fisica che rappresenta l’ente e non già all’ente in forma impersonale.

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Può essere condannato alle spese l’agente della riscossione anche se l’illegittimità dell’azione esecutiva sia dipesa dall’ente impositore

09 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. VI-3, 6 febbraio 2017, n. 3105

Spese del giudizio

La circostanza che l’illegittimità dell’azione esecutiva sia da ascrivere all’ente creditore interessato non esclude la condanna alle spese di lite o di compensazione delle stesse nei confronti dell’agente della riscossione.

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Fallimento: dalla comunicazione via pec della cancelleria decorre il termine breve di impugnazione

08 Febbraio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. VI, ord., 30 gennaio 2017, n. 2315

Comunicazioni telematiche

In tema di fallimento, è inammissibile per tardività il ricorso in Cassazione, se la comunicazione via pec, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato, è avvenuta in data 14 maggio 2015 e il ricorso viene notificato il 12 novembre 2015, essendo decorso il termine breve di impugnazione.

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Il creditore non consegna il titolo esecutivo entro il termine? Legittima l'esclusione dal piano di distribuzione

02 Febbraio 2017 | di Paola Di Michele

Titolo esecutivo

Nell'espropriazione immobiliare, legittimamente il progetto di distribuzione prescinde dalle ragioni di credito per le quali il creditore non abbia prodotto i necessari documenti giustificativi entro il termine a tale scopo fissato – in estrinsecazione della potestà prevista dagli artt. 484, 175 e 152 c.p.c. - dal Giudice dell'esecuzione - o in mancanza di contrarie espresse disposizioni nel provvedimento di delega – dal professionista delegato, riferendosi l'eccezionale facoltà prevista dall'art. 566 c.p.c. al solo atto originario di intervento nella procedura e non a tutte le successive attività incombenti ai creditori, che abbiano assunto la qualità di interventori o in quella originaria succedano per cessione della ragione di credito.

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Irragionevole durata del processo e necessaria definitività del processo presupposto: la parola (di nuovo) alla Corte Costituzionale

01 Febbraio 2017 | di Stefano Calvetti

Cass. civ.

Ragionevole durata dei processi

È rilevante e non manifestamente infondata, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, l. n. 89/2001, nella parte in cui subordina al passaggio in giudicato del provvedimento che ha definito il procedimento presupposto la proponibilità della domanda di equo indennizzo.

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Il rito del lavoro e il termine perentorio per l’opposizione agli atti esecutivi

31 Gennaio 2017 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Cass. civ., sez. VI, 18 gennaio 2017, n. 1218.pdf

Opposizioni esecutive in materia di lavoro, di previdenza e di assistenza

L’opposizione agli atti esecutivi da introdursi con il rito del lavoro è improcedibile, quando la stessa sia proposta tempestivamente nel termine perentorio assegnato dal giudice dell’esecuzione, ma la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell’udienza risulti mancante del tutto. Invero, al giudice non è consentito assegnare un nuovo termine all’opponente.

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