Focus

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La revocazione in Cassazione

05 Gennaio 2017 | di Federico Sorrentino

Revocazione delle sentenze della corte di cassazione

L'articolo analizza approfonditamente il rilevantissimo tema dell'impugnazione per revocazione delle sentenze di cassazione, dando dettagliatamente conto dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale in argomento, fino a giungere all'ultimo intervento di riforma del giudizio di cassazione.

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La preclusione stabilita dal novellato art. 615 e la difficile compatibilità con il regime dell'intervento di cui all'art. 499 c.p.c.

02 Gennaio 2017 | di Pasqualina Farina

Opposizione all’esecuzione

Nel tentativo di precludere al debitore l'accesso all'opposizione a ridosso della fase finale dell'espropriazione, il novellato art. 615 c.p.c. stabilisce che il termine ultimo di tale rimedio è segnato dal provvedimento di autorizzazione a vendita. In forza della nuova disciplina, il debitore che propone opposizione tardiva è destinato a subire la perdita del bene, salvo sussista un'ipotesi di non imputabilità del ritardo. Quanto all'ambito di applicazione della nuova disciplina va rilevato che nulla dice il legislatore sulla possibilità del debitore di proporre opposizione avverso l'atto di intervento.

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Su talune recenti declinazioni del principio della domanda

21 Dicembre 2016 | di Fabio Antezza

Principio della domanda

Il principio della domanda deve essere applicato in correlazione con il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato, destinatario di diverse decisioni della Sezioni Unite, tali da caratterizzarne la sua applicazione in materia di rilevazione d'ufficio delle nullità contrattuali oltre che in ordine alla rilevazione del difetto di titolarità sostanziale del diritto controverso, non senza contrasti anche persistenti ed attuali.

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Verso un nuovo ruolo del PM civile in Cassazione?

20 Dicembre 2016 | di Federico Sorrentino

Procedimento camerale dinanzi alla corte di cassazione

La novella del giudizio di Cassazione come introdotta dal d.l. n. 168/2016, conv. in l. n. 197/2016, offre lo spunto per una riflessione sul ruolo del pubblico ministero in Cassazione in generale nel settore civile a seguito delle modifiche apportate all'art. 375, secondo comma, c.p.c..

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Il (poliedrico) regime dell'avvertimento al debitore nell'espropriazione forzata

12 Dicembre 2016 | di Pasqualina Farina

Espropriazione forzata

Dato costante delle riforme che nell'ultimo decennio hanno interessato l'espropriazione forzata è rappresentato, per un verso, dalla stringente limitazione dei poteri e delle facoltà del debitore; per altro verso, dal tentativo di riequilibrare un processo sbilanciato a favore del creditore, onerando quest'ultimo soggetto di inserire nell'atto di precetto e in quello di pignoramento una serie di avvertimenti.

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Provvedimenti cautelari, dall'attuazione ai rimedi

09 Dicembre 2016 | di Paolo Vittoria

Attuazione dei provvedimenti cautelari

Quello dell'attuazione dei provvedimenti cautelari è un fenomeno composito. L'art. 669-duodecies c.p.c., mentre fa salve le disposizioni sui sequestri, dichiara che l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene nelle forme degli artt. 491 e ss. però in quanto compatibili. Quanto invece alle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna, rilascio, fare e non fare, l'attuazione avviene sotto il controllo del giudice che emana il provvedimento e che dà con ordinanza i provvedimenti opportuni a risolvere le difficoltà o contestazioni che al riguardo insorgano, mentre ogni altra questione va proposta nel giudizio di merito.

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L'impugnazione del lodo per errori di diritto e la “riscritta” disciplina transitoria

07 Dicembre 2016 | di Fabio Antezza

Impugnazione per nullità del lodo rituale

Le tre note sentenze delle S.U. Cass. civ. del 9 maggio 2016, nn. 9242, 9284 e 9285, sono intervenute sul regime transitorio relativo all'impugnazione del lodo rituale per errori di diritto. L'Autore, ripercorrendo l'acceso il dibattito in merito alla questione di diritto, coglie spunti di riflessione per un approccio alternativo tale da evitare una “riscrittura pretoria” della norma transitoria, tenendo conto dei profili inerenti la natura retroattiva di essa, la sua “compatibilità costituzionale” e “convenzionale”, oltre che i possibili esiti di una eventuale questione di legittimità costituzionale e le ripercussioni dell'adesione all'una o all'altra teoria.

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Le nuove norme processuali del giudizio civile di cassazione contenute nella legge di conversione del d.l. n. 168/2016

06 Dicembre 2016 | di Eduardo Campese

Procedimento camerale dinanzi alla corte di cassazione

La l. 25 ottobre 2016 n. 197, di conversione del d.l. 31 agosto 2016, n. 168, - recante «Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per l'efficienza degli uffici giudiziari, nonchè per la giustizia amministrativa» - ha introdotto molteplici modifiche al giudizio di legittimità, tra le quali spicca, per importanza, la generalizzata cameralizzazione della trattazione dei ricorsi civili.

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La dichiarazione di incompetenza territoriale nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo

29 Novembre 2016 | di Alberto M. Di Alberto, Federica Longoni

Incompetenza

L'articolo affronta alcuni temi (ancora) irrisolti con riferimento al provvedimento con cui il giudice adito in sede di opposizione a decreto ingiuntivo debba dichiarare la propria incompetenza territoriale. In particolare, la dottrina e la giurisprudenza - anche più recente - sia di merito che di legittimità si sono dimostrate divise in merito alla forma che detto provvedimento dovrebbe avere e al contenuto dello stesso: dichiarazione di nullità del decreto ingiuntivo opposto e revoca dello stesso; riassunzione del procedimento di opposizione innanzi al giudice ritenuto competente; liquidazione delle spese di lite della fase di opposizione.

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Il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione alla luce del d.l. n. 132/2014

23 Novembre 2016 | di Cesare Trapuzzano

Procedimento sommario di cognizione

L'art. 14, primo comma, del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, ha inserito nel codice di rito, dopo l'articolo 183, l'art. 183-bis, che regola il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione. Secondo la novella, nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice nell'udienza di trattazione, valutata la complessità della lite e dell'istruzione probatoria, può disporre, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, con ordinanza non impugnabile, che si proceda a norma dell'art. 702-ter, invitando in tal caso le parti ad indicare, a pena di decadenza, nella stessa udienza i mezzi di prova, ivi compresi i documenti, di cui intendono avvalersi e la relativa prova contraria.

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