Focus

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L'impugnazione del lodo per errori di diritto e la “riscritta” disciplina transitoria

07 Dicembre 2016 | di Fabio Antezza

Impugnazione per nullità del lodo rituale

Le tre note sentenze delle S.U. Cass. civ. del 9 maggio 2016, nn. 9242, 9284 e 9285, sono intervenute sul regime transitorio relativo all'impugnazione del lodo rituale per errori di diritto. L'Autore, ripercorrendo l'acceso il dibattito in merito alla questione di diritto, coglie spunti di riflessione per un approccio alternativo tale da evitare una “riscrittura pretoria” della norma transitoria, tenendo conto dei profili inerenti la natura retroattiva di essa, la sua “compatibilità costituzionale” e “convenzionale”, oltre che i possibili esiti di una eventuale questione di legittimità costituzionale e le ripercussioni dell'adesione all'una o all'altra teoria.

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Le nuove norme processuali del giudizio civile di cassazione contenute nella legge di conversione del d.l. n. 168/2016

06 Dicembre 2016 | di Eduardo Campese

Procedimento camerale dinanzi alla corte di cassazione

La l. 25 ottobre 2016 n. 197, di conversione del d.l. 31 agosto 2016, n. 168, - recante «Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per l'efficienza degli uffici giudiziari, nonchè per la giustizia amministrativa» - ha introdotto molteplici modifiche al giudizio di legittimità, tra le quali spicca, per importanza, la generalizzata cameralizzazione della trattazione dei ricorsi civili.

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La dichiarazione di incompetenza territoriale nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo

29 Novembre 2016 | di Alberto M. Di Alberto, Federica Longoni

Incompetenza

L'articolo affronta alcuni temi (ancora) irrisolti con riferimento al provvedimento con cui il giudice adito in sede di opposizione a decreto ingiuntivo debba dichiarare la propria incompetenza territoriale. In particolare, la dottrina e la giurisprudenza - anche più recente - sia di merito che di legittimità si sono dimostrate divise in merito alla forma che detto provvedimento dovrebbe avere e al contenuto dello stesso: dichiarazione di nullità del decreto ingiuntivo opposto e revoca dello stesso; riassunzione del procedimento di opposizione innanzi al giudice ritenuto competente; liquidazione delle spese di lite della fase di opposizione.

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Il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione alla luce del d.l. n. 132/2014

23 Novembre 2016 | di Cesare Trapuzzano

Procedimento sommario di cognizione

L'art. 14, primo comma, del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, ha inserito nel codice di rito, dopo l'articolo 183, l'art. 183-bis, che regola il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione. Secondo la novella, nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice nell'udienza di trattazione, valutata la complessità della lite e dell'istruzione probatoria, può disporre, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, con ordinanza non impugnabile, che si proceda a norma dell'art. 702-ter, invitando in tal caso le parti ad indicare, a pena di decadenza, nella stessa udienza i mezzi di prova, ivi compresi i documenti, di cui intendono avvalersi e la relativa prova contraria.

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Nomofilachia, que de crimes qu’on commet on ton nom! L’oggi della Suprema e il trionfo della sfiducia

21 Novembre 2016 | di Bruno Sassani

Ricorso per cassazione

Ne abbiamo conferma: i mali della Suprema sono le due ore di udienza e la querula presenza degli avvocati. La Corte riscrive le regole della procedura e manda un messaggio chiaro: lasciateci lavorare. Cioè: nessuno meglio di noi sa quel che serve e, dunque, bando alle forme e agli arcaici rituali del giudizio di cassazione. Efficienza e accelerazione di fronte alla patologica “litigiosità” che investe le solenni aule di Piazza Cavour. Silenzio degli avvocati che molto amano manifestare la loro inadeguatezza di categoria.

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Su taluni profili processuali del pegno non possessorio

18 Novembre 2016 | di Rosaria Giordano

Pegno

Il d.l. 3 maggio 2016, n. 59, ha introdotto nel nostro sistema il pegno mobiliare non possessorio, svincolato dal presupposto dello “spossessamento” tipico della garanzia reale. Per l'ipotesi di inadempimento del debitore o del terzo datore del pegno sono previste diverse forme di escussione della garanzia; peraltro, al debitore deve essere previamente notificato un avviso, contro il quale potrà proporre, entro un termine di cinque giorni, opposizione. Nell'articolo sono esaminate, con alcune considerazioni critiche di carattere sistematico, le forme processuali di tale opposizione.

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Tecniche e ideologie delle impugnazioni civili riformate: il giudizio di legittimità

15 Novembre 2016 | di Antonio Valitutti

Ricorso per cassazione

La recente riforma del giudizio di Cassazione richiede, oltre ad una analisi tecnica mirata a definire il concreto funzionamento del nuovo procedimento camerale, a fronte della marginalizzazione dell'udienza pubblica, un complessivo inquadramento della novella nel contesto delle linee di fondo che costituiscono la trama del giudizio di legittimità. L'articolo che segue affronta limpidamente il tema anche considerando la posizione della nostra Corte di Cassazione nel sistema delle Corti europee.

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D.L. Giustizia 2016, rito camerale in Cassazione: proposta, decreto, adunanza

14 Novembre 2016 | di Cesare Trapuzzano

Ricorso per cassazione

Per effetto della riforma di cui all'art. 1-bis del d.l. n. 168/2016, conv. con modificazioni in l. n. 197/2016, il modello generale di definizione del contenzioso pendente davanti alla Corte di Cassazione è divenuto quello camerale. Per converso, si configura come modello speciale di decisione il procedimento camerale regolato dalla novella per le ipotesi in cui il ricorso sia inammissibile o manifestamente fondato o manifestamente infondato.

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Impugnazione per revocazione e ricorso per cassazione: una relazione complicata

04 Novembre 2016 | di Mauro Di Marzio

Revocazione, impugnazione per

Non è facile in astratto stabilire se un determinato vizio da cui è affetta una sentenza d'appello debba essere denunciato mediante ricorso per cassazione oppure mediante impugnazione per revocazione. D'altronde, la sentenza d'appello può risultare simultaneamente affetta sia da vizi revocatori, sia da vizi, diversi dai primi, riconducibili all'art. 360 c.p.c., dettato per il ricorso per cassazione. Ecco, dunque, che può ricorrere l'esigenza di proporre contro la medesima sentenza d'appello tanto l'una che l'altra impugnazione.

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D.L. Giustizia 2016 e la decisione camerale in Cassazione per inammissibilità, manifesta fondatezza o manifesta infondatezza del ricorso

03 Novembre 2016 | di Cesare Trapuzzano

Ricorso per cassazione

Per effetto della riforma ex art. 1-bis, d.l. n. 168/2016, conv. con modificazioni in l. n. 197/2016, che ha apportato innovazioni al ricorso in Cassazione e all'individuazione dei modelli decisori per la definizione dei procedimenti di legittimità, nella prospettiva di favorirne la ragionevole durata, il modello-base di definizione del contenzioso davanti alla Suprema Corte è divenuto quello camerale. A fronte di questa scelta, si configura come modello speciale di decisione il procedimento camerale quando il ricorso sia inammissibile o manifestamente fondato o manifestamente infondato.

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