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Espropriazione forzata dell'immobile di provenienza ereditaria: quali limiti alla tutela del creditore?

05 Giugno 2017 | di Pasqualina Farina

Esecuzione forzata nei confronti degli eredi

Qualora sia sottoposto a pignoramento un diritto reale su un bene immobile di provenienza ereditaria, il giudice dell'esecuzione non può autorizzare la vendita sino a che non sia raggiunta la prova dell'avvenuta trascrizione dell'accettazione, tacita o espressa di eredità. Questa, in sintesi, l'interpretazione della Corte di Cassazione che, nella ricostruzione del rapporto tra esercizio di azione esecutiva (da parte del creditore) ed accettazione dell'eredità (ad opera del debitore), ha privilegiato le ragioni di quest'ultimo, fintanto che l'accettazione non sia stata trascritta.

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Filtro in appello e impugnazione in Cassazione della sentenza di primo grado: attenzione alle insidie e ai trabocchetti!

01 Giugno 2017 | di Mauro Di Marzio

Filtro in appello

Tutti i lettori sanno dell'ormai non recentissima novella del giudizio di appello, con cui è stato introdotto e regolato, agli artt. 348-bis e 348-ter c.p.c. il c.d. «filtro», ossia la dichiarazione di inammissibilità con ordinanza dell'impugnazione, quando essa non abbia «una ragionevole probabilità di essere accolta». È in proposito previsto un congegno del tutto eccezionale, che comporta una pluralità di questioni, le quali discendono dall'interazione dei precetti dettati dai citati articoli con la complessiva e speciale disciplina del ricorso per cassazione.

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I rimedi avverso l'ordinanza determinativa delle modalità esecutive ex art. 612 c.p.c.

30 Maggio 2017 | di Sara Caprio

Esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare

In caso di inadempimento di un obbligo di fare o di disfare, il creditore può ricorrere al giudice dell'esecuzione in modo che questi determini le modalità di esecuzione. Sempre che si tratti di un fare fungibile e che sia necessario invadere la sfera di autonomia dell'obbligato. Il giudice dell'esecuzione detta le modalità con ordinanza, opponibile ex art. 617 c.p.c.. Tuttavia, quando non si limita a dettare le predette modalità, non vi è certezza in merito al rimedio da utilizzare. Allo stato si attende un intervento delle Sezioni Unite volto a garantire la certezza del diritto.

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La costituzione nella fase presidenziale vale anche per la fase contenziosa dei procedimenti di separazione e divorzio

22 Maggio 2017 | di Cesare Trapuzzano

Procedimenti di separazione e divorzio

Con l'ord. 4 maggio 2017 n. 97, il Giudice delle leggi ha affrontato la questione relativa alle conseguenze che derivano dalla natura bifasica dei procedimenti di separazione e divorzio, escludendo che la costituzione del convenuto già nella fase presidenziale, con l'eventuale proposizione di domande riconvenzionali, esiga la rinnovata costituzione nella fase contenziosa davanti al giudice istruttore, a pena di decadenza delle domande già spiegate dal resistente.

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I riflessi di accertamento, non contestazione e dichiarazione sull'ordinanza di assegnazione nell'espropriazione presso terzi

12 Maggio 2017 | di Alberto Crivelli

Espropriazione presso terzi

Le riforme del codice di procedura civile, dal 2012 al 2015, hanno profondamente innovato la materia dell'espropriazione presso terzi ed in particolare hanno stravolto la disciplina dell'accertamento dell'obbligo del terzo. È noto anzitutto che se in precedenza l'art.548 c.p.c. prevedeva un accertamento demandato ad un autonomo giudizio di cognizione ordinaria, oggi tale accertamento avviene nell'ambito di un subprocedimento endoesecutivo definito con ordinanza.

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Quando il procedimento di liquidazione degli onorari forensi si estende dal quantum all'an della prestazione

03 Maggio 2017 | di Alessandra Riccio

Liquidazione dei compensi di avvocato (semplificazione dei riti)

Oggetto del presente elaborato è la disciplina dettata dal legislatore per la liquidazione dei compensi forensi, come modificata dal d.lgs. n. 150/2011 e alla luce dei recenti sviluppi giurisprudenziali sul punto.

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La consulenza tecnica contabile

20 Aprile 2017 | di Salvatore Ziino

Consulente tecnico d’ufficio

Numerose norme del codice civile regolano l'efficacia dei documenti che rappresentano, mediante dati numerici, operazioni o rapporti di dare ed avere.

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L'autorizzazione all'esecuzione immediata di cui all'art. 482 c.p.c.

13 Aprile 2017 | di Giuseppe Lauropoli

Esecuzione forzata (in generale)

L'atto di precetto contiene l'intimazione, rivolta al debitore, ad adempiere entro un termine fissato dal creditore (termine, comunque, non inferiore a dieci giorni), essendo quindi ordinariamente precluso l'inizio dell'esecuzione prima del decorso di un tale termine dilatorio previsto nell'atto di precetto. Il medesimo art. 482 c.p.c. prevede, tuttavia, la possibilità di richiedere ed ottenere un decreto che autorizzi l'inizio dell'esecuzione anteriormente al decorso di un tale termine, ogni volta che esista un pericolo nel ritardo, ossia allorché l'attesa del decorso di un tale termine possa pregiudicare le ragioni del creditore.

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La riforma della mediazione secondo la commissione Alpa

04 Aprile 2017 | di Giampaolo Di Marco

Mediazione (in generale)

La riforma della disciplina sulla mediazione civile e commerciale, così come prefigurata dalla Commissione Alpa, si fonda sulla rimozione di quegli aspetti che, nella prassi giurisprudenziale, hanno generato le maggiori incertezze interpretative.

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Il regime delle spese di lite nelle controversie in materia di previdenza ed assistenza: il punto sull'art. 152 disp. att. c.p.c.

03 Aprile 2017 | di Ida Ponticelli

Controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria

Il regime delle spese di lite nelle controversie previdenziali e assistenziali è disciplinato in modo diverso rispetto a quanto previsto in generale per le fattispecie che seguono il rito ordinario e il rito lavoro: mentre, infatti, l'art. 91 c.p.c. dispone che la parte soccombente rimborsi le spese del giudizio alla controparte vittoriosa, nel processo previdenziale viene in rilievo una disciplina particolare, centrata sul diverso principio della esenzione dal pagamento di spese, diritti ed onorari per la parte che, pur risultando soccombente, si trovi nelle condizioni indicate dall'art. 152 disp. att. c.p.c., che sono oggetto di apposita autocertificazione.

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