Focus

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L'interesse ad impugnare nel giudizio di cassazione e il principio di autosufficienza

10 Giugno 2016 | di Lorenzo Balestra

Interesse ad agire

Anche nel giudizio di cassazione deve essere presente l'interesse ad impugnare che, in detto procedimento, si atteggia come possibilità di conseguire un risultato pratico favorevole. Data la particolarità di tale giudizio, la parte che propone ricorso per cassazione dovrà, inoltre, ottemperare al cosiddetto principio di autosufficienza del ricorso, ovvero a quel principio secondo il quale il ricorso per cassazione deve contenere tutti gli elementi utili e necessari per pervenire ad una decisione senza che si possano operare rimandi ad altre fonti, anche contenute in atti processuali del procedimento impugnato.

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Opposizione all'esecuzione e provvedimenti ex art. 512 c.p.c.

10 Giugno 2016 | di Lorenzo Balestra

Opposizione all’esecuzione

L'opposizione all'esecuzione e il rimedio di cui all'art. 512 c.p.c. (risoluzione delle controversie in sede di distribuzione) hanno un oggetto differente. Infatti, nella prima, l'oggetto concerne il diritto di procedere all'esecuzione forzata, mentre la attiene al diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato dall'espropriazione forzata. Ferma tale premessa generale, è da sempre dibattuta la questione degli esatti “confini”, non sempre di immediata evidenza, tra i due rimedi.

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La revocazione della sentenza per prove false

10 Giugno 2016 | di Giuseppe Buffone

Revocazione delle sentenze della corte di cassazione

Ai sensi dell'art. 395 n. 2, la sentenza è suscettibile di revocazione se si è giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza. Si tratta, dunque, di un vizio revocatorio che attiene al processo di formazione della decisione e, in particolare, colpisca la piattaforma probatoria da cui ha attinto il giudice per costruire la sua pronuncia definitiva.

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La revocazione della sentenza per dolo della parte

10 Giugno 2016 | di Giuseppe Buffone

Revocazione, impugnazione per

Che si tratti di vizio della sentenza o di ingiustizia della decisione, la revocazione è strumento idoneo a provocare una revisione del processo, attraverso due fasi: una prima fase (rescindente) si conclude con una pronuncia che accerta o nega la sussistenza del vizio; una seconda fase (rescissoria), segue all'accertata presenza del vizio revocatorio e ha la finalità di sostituire la pronuncia «giusta» in luogo di quella viziata. Il primo motivo previsto dalla legge a fondamento delle istanze revocatorie, è la condotta dolosa di una delle parti ai danni dell'altra.

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Sulle modalità della riproposizione in appello della domanda nel caso di omessa pronuncia

10 Giugno 2016 | di Rosaria Giordano

Appello in generale

Nella recente giurisprudenza di legittimità sussiste un contrasto in ordine alla questione afferente la necessità, quando il giudice di primo grado abbia omesso di pronunciarsi su una domanda ovvero su un punto di essa (al di fuori del caso del legittimo assorbimento della stessa), di dedurre uno specifico motivo di appello ai sensi dell'art. 342 c.p.c. ovvero di riproporre soltanto la questione ex art. 346 c.p.c.

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Considerazioni sui presupposti per la nomina del curatore speciale ex art. 78 c.p.c.

10 Giugno 2016 | di Rosaria Giordano

Curatore speciale

Nell'ambito della giurisprudenza, anche della S.C., si registra una polifonia interpretativa in tema di nomina del curatore speciale ex art. 78 c.p.c., sia in ordine alla questione dell'individuazione, in concreto ovvero ex ante, delle ipotesi di conflitto di interessi che giustificano la stessa, sia alle conseguenze della relativa omissione ove rilevata in sede di appello.

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Il potere del giudice di rilevare d'ufficio l'inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator

10 Giugno 2016 | di Luca Caputo

Rappresentanza del procuratore e dell’institore

L'importante sentenza Cass. civ., sez. U., 3 giugno 2015 n. 11377 ha risolto la questione di massima importanza circa natura giuridica dell'inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator, vale a dire se essa costituisca un'eccezione in senso stretto, come tale proponibile solo ed esclusivamente dal soggetto falsamente rappresentato e nella fase iniziale del giudizio di primo grado, oppure se essa integri un'eccezione in senso lato, rilevabile d'ufficio dal giudice e sollevabile dalle parti per tutta la durata del processo, sia in primo grado che in appello.

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Legittimazione del condomino ad impugnare la sentenza emessa in tema di delibere sui servizi comuni

10 Giugno 2016 | di Rosaria Giordano

Intervento in causa

Nella giurisprudenza di legittimità si è formato un contrasto concernente la necessità, ai fini della sussistenza della legittimazione del condomino ad impugnare la sentenza sfavorevole pronunciata nei confronti del condominio sull'impugnazione di una delibera in tema di gestione di un servizio comune, che la decisione incida direttamente sull'interesse esclusivo del detto condomino.

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Per la tutela della privacy è competente il foro del consumatore

09 Giugno 2016 | di Vincenzo Papagni

Foro generale della persona fisica

Nei rapporti di consumo che hanno ad oggetto il trattamento dei dati personali, il consumatore continua a rivestire il ruolo di parte debole del rapporto e, quindi, anche in questo caso deve trovare applicazione il criterio del foro esclusivo. Dopo alcune premesse sul tema della tutela dei dati personali, si analizza l'evoluzione giurisprudenziale in materia, partendo dall'analisi dell'indirizzo giurisprudenziale, dominante sino al 2009, basato sulla diversità della normativa consumeristica da quella della privacy, sino al recente revirement in rassegna che ha definitivamente statuito la prevalenza del foro del consumatore.

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Le preclusioni a carico dell'interveniente nel processo ordinario

09 Giugno 2016 | di Franco Petrolati

Preclusioni

Nella giurisprudenza di legittimità si abilita il terzo interveniente a spiegare la domanda fino alla precisazione delle conclusioni ma, nel contempo, non si consente allo stesso di esercitare i poteri istruttori ove siano già maturate le preclusioni probatorie, giustificando tale soluzione in ragione del principio di autoresponsabilità del terzo, cui compete la scelta tra l'intervento e la promozione di un giudizio autonomo. Residuano tuttavia dubbi sulla ragionevolezza di tale scelta, laddove il terzo sia legittimato all'opposizione di terzo ai sensi dell'art. 404 c.p.c.

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