Focus

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Le differenti tipologie di conciliazione nel nostro ordinamento

02 Ottobre 2018 | di Massimo Vaccari

Conciliazione

Nell'ambito degli interventi normativi finalizzati a deflazionare il contenzioso civile degli ultimi anni rilievo primario può senza dubbio riconoscersi a quelli che hanno riguardato l'ampliamento e il rafforzamento degli strumenti di conciliazione, che fino a quel momento erano limitati ad una ristretta tipologia di controversie. Essi presentano tratti comuni ma anche vistose differenze e appare quindi opportuno, per orientare gli operatori del diritto, offrirne un sintetico quadro riepilogativo.

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I motivi della rinnovazione della consulenza tecnica d'ufficio e della sostituzione del CTU

27 Settembre 2018 | di Livia Di Cola


Consulente tecnico d’ufficio

Il consulente tecnico d'ufficio è uno degli ausiliari dell'ufficio giudiziario, indispensabile al giudice per valutare fatti che richiedano delle cognizioni ulteriori rispetto a quelle giuridiche. Il giudice è libero di considerare l'adeguatezza e la sufficienza delle nozioni fornite dal consulente tecnico d'ufficio e, di conseguenza, di disporre l'integrazione se non la totale rinnovazione della consulenza ovvero la sostituzione del CTU precedentemente nominato. Le ragioni per cui il giudice può prendere una simile decisione, non sono sindacabili dal Giudice di legittimità, purchè il provvedimento sia correttamente motivato.

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Provvisoria esecuzione ed inibitoria in grado di appello delle sentenze pronunciate con il rito del lavoro

25 Settembre 2018 | di Antonio Lombardi


Inibitoria

La norma di cui all'art. 282 c.p.c. costituisce la disciplina di riferimento per l'efficacia provvisoriamente esecutiva di tutte le pronunce di condanna rese in ambito laburistico, sia in favore del lavoratore che in favore del datore di lavoro. Anche le sentenze di primo grado pronunciate nei giudizi relativi alle controversie previdenziali, di cui all'art. 442, sono provvisoriamente esecutive per effetto del disposto di cui all'art. 447 c.p.c.. Differenziato appare il regime di eseguibilità delle sentenze, potendo il lavoratore procedere alla esecuzione sulla base del solo dispositivo, ai sensi dell'art. 431, comma 2, c.p.c., così come risulta diverso il regime dell'inibitoria della provvisoria esecuzione in grado di appello.

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Inibitoria del lodo arbitrale

18 Settembre 2018 | di Vito Amendolagine


Inibitoria

L'ultimo comma dell'art. 830 c.p.c. dispone che su istanza di parte anche successiva alla proposizione dell'impugnazione, la Corte d'appello può sospendere con ordinanza l'efficacia del lodo, quando ricorrono gravi motivi. In questo contributo verranno analizzati presupposti, modalità, revoca e reclamabilità dell'ordinanza di inibitoria.

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La sospensione dell'esecuzione della sentenza d'appello e la cauzione (art. 373 c.p.c.)

12 Settembre 2018 | di Francesco Terrusi


Sospensione dell’esecuzione

L'Autore delinea gli elementi distintivi della sospensione dell'esecuzione della sentenza d'appello in rapporto all'istituto concorrente e alternativo della cauzione. Vengono prese in considerazione le divergenze di interpretazione a proposito dei presupposti applicativi e vengono altresì esaminate le conseguenze relative all'atteggiarsi del procedimento, tenuto conto della natura interinale dell'ordinanza e della funzione, a essa sottesa, di bilanciamento dei contrapposti interessi.

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Mutamento del rito: riferimento alla forma ipotetica per la produzione degli effetti della domanda

10 Settembre 2018 | di Cesare Trapuzzano

Mutamento del rito

La consolidata giurisprudenza di legittimità, pur ammettendo una circoscritta equipollenza e fungibilità tra i due modelli di atto introduttivo tradizionalmente adoperati dal legislatore processuale (citazione e ricorso) e pur escludendo che l'erronea adozione dell'uno in luogo dell'altro sia di per sé motivo di nullità irrimediabile o comunque di definizione del processo in mero rito, pone un'importante ed incisiva limitazione allorché l'instaurazione del giudizio sia soggetta ad un termine di decadenza.

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Ammissibilità di file audio e video nel processo civile: modalità di deposito e regole tecniche

04 Settembre 2018 | di Sara Caprio

Deposito di atti e documenti nel processo telematico

Alla luce delle specifiche tecniche che disciplinano il deposito telematico obbligatorio degli atti endoprocessuali occorre analizzare la questione relativa alle c.d. prove digitali: email, PEC, filmati, fotografie, registrazioni audio etc.. Tali prove, se non inserite negli atti introduttivi, devono essere depositate telematicamente con la seconda memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c.. Dubbi sorgono in merito al valore che tali prove hanno nel processo civile, a come si producono o a come se ne garantisce la genuinità, a quali sono i limiti per la loro ammissibilità ed utilizzabilità. Non è possibile depositare alcune tipologie di file che non sono richiamate dalle specifiche tecniche: la strada per il deposito telematico di file audio oppure video non è scevra di ostacoli.

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Il terzo danneggiato può agire direttamente nei confronti dell’ amministratore?

29 Agosto 2018 | di Enrico Morello

Domanda

Ci si pone il problema se il terzo (o il condominio, che in questi casi è perfettamente equiparato al terzo) possa agire direttamente verso l’amministratore di condominio, con una richiesta di risarcimento danni, per un comportamento (omissivo o commissivo) a questi imputabile nella sua predetta qualità.

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La conciliazione in materia agraria

21 Agosto 2018 | di Fiammetta Lo Bianco


Conciliazione

Il presente contributo analizza il peculiare atteggiarsi del tentativo di conciliazione nella materia agraria, muovendo dal disposto di cui all'art. 46 della l. n. 203/1982, poi riprodotto ai commi da 3 a 7 dell'art. 11 del d.lgs. n. 150/2011. Specifica attenzione viene posta circa la questione dell'individuazione della parte sulla quale incombe l'onere di esperire il tentativo di conciliazione obbligatoria.

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Gli strumenti di tutela del credito di matrice europea: aspetti problematici e possibili soluzioni

20 Agosto 2018 | di Giuseppe Lauropoli




Concessione e circolazione dei provvedimenti cautelari in europa (reg. ce n. 1215/2012)

Ingiunzione di pagamento europea, Titolo esecutivo europeo e, da ultimo, Sequestro conservativo europeo: si tratta di strumenti elaborati nell'ottica di un progressivo superamento delle frontiere europee anche sotto il profilo della efficacia esecutiva dei titoli di natura giudiziale (e non) resi in uno Stato membro. A dispetto del tempo trascorso dall'entrata in vigore di alcuni dei regolamenti comunitari che hanno introdotto tali strumenti, gli stessi restano a tutt'oggi poco utilizzati: nel presente contributo si cerca di fornire una chiave di lettura di una partenza stentata.

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