Focus

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Mediazione obbligatoria e questioni pratiche (controversie ex art. 5, comma 1-bis, d.lgs. n. 28/2010)

16 Aprile 2019 | di Barbara Tabasco

Mediazione obbligatoria e processo

Breve disamina degli aspetti controversi che l'applicazione pratica dell'istituto della mediazione obbligatoria ha sollevato in merito alle controversie previste dall'art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28/2010.

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Fumus del sequestro giudiziario

09 Aprile 2019 | di Cesare Trapuzzano

Sequestro giudiziario

Quanto ai presupposti che consentono il rilascio del provvedimento di sequestro giudiziario, l'art. 670, n. 1), codice di rito usa una formula alquanto vaga: quando sussista una controversia sulla proprietà o sul possesso del bene di cui si chiede il sequestro, la misura cautelare può essere autorizzata ove se ne ravvisi l'opportunità di custodia o gestione temporanea.

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La scelta di una determinata strategia processuale: valutazione ex ante o ex post?

03 Aprile 2019 | di Andrea Penta

Deontologia dell’avvocato

In tema di responsabilità dell'avvocato verso il cliente, è configurabile imperizia del professionista allorché questi ignori o violi precise disposizioni di legge, ovvero erri nel risolvere questioni giuridiche prive di margine di opinabilità, mentre la scelta di una determinata strategia processuale può essere foriera di responsabilità purché la sua inadeguatezza al raggiungimento del risultato perseguito dal cliente sia valutata (e motivata) dal giudice di merito ex ante e non ex post, sulla base dell'esito del giudizio, restando comunque esclusa in caso di questioni rispetto alle quali le soluzioni dottrinali e/o giurisprudenziali presentino margini di opinabilità – in astratto o con riferimento al caso concreto – tali da rendere giuridicamente plausibili le scelte difensive compiute dal legale ancorché il giudizio si sia concluso con la soccombenza del cliente.

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Il valore probatorio dell'accertamento tecnico preventivo nel giudizio di merito

26 Marzo 2019 | di Vito Amendolagine

Accertamento tecnico preventivo

L'accertamento tecnico disposto in sede di istruzione preventiva ha la specifica funzione di descrivere lo stato dei luoghi, la qualità e condizione delle cose ai sensi dell'art. 696 c.p.c..

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Il “rigido” sistema delle preclusioni alla luce dei recenti interventi giurisprudenziali

19 Marzo 2019 | di Vincenza Di Cristofano

Preclusioni

Con l'entrata in vigore della l. n. 353/1990 il processo civile ordinario si è informato ad un rigido sistema di preclusioni, prima di allora conosciuto solo nel rito lavoro. Da quel momento il processo civile si è connotato per un sempre più stringente sistema di barriere e decadenze, nell'ottica della razionalizzazione, accelerazione e garanzia della “ragionevole durata del processo”. La difficoltà per gli operatori del diritto si radica nel fatto che le preclusioni sono altresì frutto dell'elaborazione giurisprudenziale, che è mutevole nel tempo, con la conseguenza che nuove preclusioni si formano anche in via interpretativa. Il presente contributo si pone l'obiettivo di fotografare lo stato attuale della materia anche alla luce della giurisprudenza formatasi al riguardo.

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Natura del verbale di mediazione e motivi di opposizione all'esecuzione

14 Marzo 2019 | di Giacinto Parisi

Esecutività dell’accordo (mediazione obbligatoria)

Nell'ipotesi in cui tutte le parti aderenti all'accordo di mediazione siano assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale: viene così generalizzata l'efficacia esecutiva dell'accordo ottenuto a seguito di mediazione, il quale consente di avviare il processo esecutivo in tutte le forme previste dall'ordinamento.

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I rimedi esperibili avverso l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'art. 612 c.p.c.

11 Marzo 2019 | di Roberta Metafora

Esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare

Costituisce dato pacifico che l'ordinanza determinativa delle modalità esecutive ha natura di provvedimento revocabile o modificabile, ove non abbia avuto ancora esecuzione, dallo stesso giudice che l'ha emessa ai sensi dell'art. 487 c.p.c., nonché impugnabile con l'opposizione agli atti esecutivi. Se quanto affermato può ritenersi un dato fermo e pacifico, assai più controverso è il regime di impugnazione del provvedimento determinativo delle modalità esecutive laddove il giudice dell'esecuzione non si sia limitato ad applicare pedissequamente il comando contenuto nel titolo, ma lo abbia integrato.

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Autodeterminazione delle parti e assistenza legale in mediazione

05 Marzo 2019 | di Alessandra Passerini

Mediazione (in generale)

La fase di transizione in corso, che vede il passaggio dal processo (cd. “ordine imposto”) al cd. “ordine negoziato”, mette in crisi le certezze della tradizione giuridica sulla priorità assoluta della giurisdizione statale come strumento di risoluzione delle controversie. È in atto una trasformazione che facendo leva, seppur lentamente, sui valori del dialogo, della autodeterminazione e della “responsabilità” delle parti, produce effetti anche sulle modalità di esercizio della professione legale, creando nuove opportunità professionali per gli avvocati.

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Mediazione obbligatoria: un istituto in continua evoluzione

26 Febbraio 2019 | di Barbara Tabasco

Mediazione obbligatoria e processo

Evoluzione dell'istituto della mediazione obbligatoria, introdotto dal decreto legislativo n. 28/2010, e suo coordinamento con le successive disposizioni normative.

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Il dies a quo del termine lungo di impugnazione

19 Febbraio 2019 | di Sara Caprio

Termini per l’impugnazione

Di norma, il deposito e la pubblicazione della sentenza coincidono e si realizzano con il c.d. deposito ufficiale in cancelleria che determina l'inserimento della sentenza nell'elenco cronologico con attribuzione del numero identificativo e conseguente conoscibilità per gli interessati. Può tuttavia accadere che tali attività non coincidano e, quindi, sulla sentenza siano apposte due date, una di deposito e l'altra di pubblicazione. Nei casi in cui si realizzi un'impropria e patologica scissione temporale tra i due momenti il giudice del gravame è tenuto a verificare la tempestività dell'impugnazione proposta.

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