Focus

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La deontologia del mediatore

11 Ottobre 2018 | di Giampaolo Di Marco


Mediatore

In questo contributo, l'Autore tenta di ricostruire lo “statuto” deontologico del mediatore civile e commerciale, tanto nell'ottica del diritto attuale, quanto in una prospettiva evolutiva, sempre tenendo conto dell'ormai accentuata tendenza, consolidatasi soprattutto presso la giurisprudenza di merito, alla responsabilizzazione di tale figura, che sembra essersi già ritagliata una forte autonomia e singolarità nell'ambito degli operatori giuridici. Al centro della riflessione v'è la constatazione che i doveri etici del mediatore si alimentano di uno scambio costante fra le varie fonti normative e, in modo particolare, il d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, i regolamenti degli Organismi di Mediazione ed i Codici Deontologici delle categorie professionali a cui i mediatori appartengono.

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I legami tra la rinuncia al ricorso per cassazione e la cessazione della materia del contendere

09 Ottobre 2018 | di Andrea Penta

Cass. civ.

Cessazione della materia del contendere

Il principio enunciato da Cass. civ., ord., sez. VI-III, 27 luglio 2018, n. 19907, secondo cui la rinuncia al ricorso, ancorchè illegittima (perché proveniente da un procuratore che non è legittimato a disporre del diritto in contesa), fa cessare la materia del contendere per sopravvenuta carenza d'interesse del ricorrente (non essendo, invece, idonea a produrre l'effetto dell'estinzione del processo), è stato più volte affermato in passato dalla Cassazione.

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Gratuito patrocinio e liquidazione dei compensi agli avvocati nel c.d. “decreto sicurezza”

08 Ottobre 2018 | di Antonio Scalera


Patrocinio a spese dello stato

L'Autore, muovendo da una sommaria analisi del decreto legge, recentemente approvato dal Governo, in materia di immigrazione, protezione internazionale e sicurezza, si sofferma ad analizzare la norma che si vuole introdurre all'art. 130-bis d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, evidenziandone la ratio ed i profili di novità rispetto alla disciplina attualmente vigente in tema di patrocinio a spese dello Stato; nella parte conclusiva, svolge alcune riflessioni sul reale impatto di tale norma sulle controversie in tema di protezione internazionale.

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Le differenti tipologie di conciliazione nel nostro ordinamento

02 Ottobre 2018 | di Massimo Vaccari

Conciliazione

Nell'ambito degli interventi normativi finalizzati a deflazionare il contenzioso civile degli ultimi anni rilievo primario può senza dubbio riconoscersi a quelli che hanno riguardato l'ampliamento e il rafforzamento degli strumenti di conciliazione, che fino a quel momento erano limitati ad una ristretta tipologia di controversie. Essi presentano tratti comuni ma anche vistose differenze e appare quindi opportuno, per orientare gli operatori del diritto, offrirne un sintetico quadro riepilogativo.

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I motivi della rinnovazione della consulenza tecnica d'ufficio e della sostituzione del CTU

27 Settembre 2018 | di Livia Di Cola


Consulente tecnico d’ufficio

Il consulente tecnico d'ufficio è uno degli ausiliari dell'ufficio giudiziario, indispensabile al giudice per valutare fatti che richiedano delle cognizioni ulteriori rispetto a quelle giuridiche. Il giudice è libero di considerare l'adeguatezza e la sufficienza delle nozioni fornite dal consulente tecnico d'ufficio e, di conseguenza, di disporre l'integrazione se non la totale rinnovazione della consulenza ovvero la sostituzione del CTU precedentemente nominato. Le ragioni per cui il giudice può prendere una simile decisione, non sono sindacabili dal Giudice di legittimità, purchè il provvedimento sia correttamente motivato.

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Provvisoria esecuzione ed inibitoria in grado di appello delle sentenze pronunciate con il rito del lavoro

25 Settembre 2018 | di Antonio Lombardi


Inibitoria

La norma di cui all'art. 282 c.p.c. costituisce la disciplina di riferimento per l'efficacia provvisoriamente esecutiva di tutte le pronunce di condanna rese in ambito laburistico, sia in favore del lavoratore che in favore del datore di lavoro. Anche le sentenze di primo grado pronunciate nei giudizi relativi alle controversie previdenziali, di cui all'art. 442, sono provvisoriamente esecutive per effetto del disposto di cui all'art. 447 c.p.c.. Differenziato appare il regime di eseguibilità delle sentenze, potendo il lavoratore procedere alla esecuzione sulla base del solo dispositivo, ai sensi dell'art. 431, comma 2, c.p.c., così come risulta diverso il regime dell'inibitoria della provvisoria esecuzione in grado di appello.

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Inibitoria del lodo arbitrale

18 Settembre 2018 | di Vito Amendolagine


Inibitoria

L'ultimo comma dell'art. 830 c.p.c. dispone che su istanza di parte anche successiva alla proposizione dell'impugnazione, la Corte d'appello può sospendere con ordinanza l'efficacia del lodo, quando ricorrono gravi motivi. In questo contributo verranno analizzati presupposti, modalità, revoca e reclamabilità dell'ordinanza di inibitoria.

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La sospensione dell'esecuzione della sentenza d'appello e la cauzione (art. 373 c.p.c.)

12 Settembre 2018 | di Francesco Terrusi


Sospensione dell’esecuzione

L'Autore delinea gli elementi distintivi della sospensione dell'esecuzione della sentenza d'appello in rapporto all'istituto concorrente e alternativo della cauzione. Vengono prese in considerazione le divergenze di interpretazione a proposito dei presupposti applicativi e vengono altresì esaminate le conseguenze relative all'atteggiarsi del procedimento, tenuto conto della natura interinale dell'ordinanza e della funzione, a essa sottesa, di bilanciamento dei contrapposti interessi.

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Mutamento del rito: riferimento alla forma ipotetica per la produzione degli effetti della domanda

10 Settembre 2018 | di Cesare Trapuzzano

Mutamento del rito

La consolidata giurisprudenza di legittimità, pur ammettendo una circoscritta equipollenza e fungibilità tra i due modelli di atto introduttivo tradizionalmente adoperati dal legislatore processuale (citazione e ricorso) e pur escludendo che l'erronea adozione dell'uno in luogo dell'altro sia di per sé motivo di nullità irrimediabile o comunque di definizione del processo in mero rito, pone un'importante ed incisiva limitazione allorché l'instaurazione del giudizio sia soggetta ad un termine di decadenza.

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Ammissibilità di file audio e video nel processo civile: modalità di deposito e regole tecniche

04 Settembre 2018 | di Sara Caprio

Deposito di atti e documenti nel processo telematico

Alla luce delle specifiche tecniche che disciplinano il deposito telematico obbligatorio degli atti endoprocessuali occorre analizzare la questione relativa alle c.d. prove digitali: email, PEC, filmati, fotografie, registrazioni audio etc.. Tali prove, se non inserite negli atti introduttivi, devono essere depositate telematicamente con la seconda memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c.. Dubbi sorgono in merito al valore che tali prove hanno nel processo civile, a come si producono o a come se ne garantisce la genuinità, a quali sono i limiti per la loro ammissibilità ed utilizzabilità. Non è possibile depositare alcune tipologie di file che non sono richiamate dalle specifiche tecniche: la strada per il deposito telematico di file audio oppure video non è scevra di ostacoli.

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