Focus

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Vizi della notificazione a soggetti irreperibili (art. 140 c.p.c.)

20 Novembre 2017 | di Sergio Matteini Chiari


Notificazione a destinatari irreperibili

Gli atti processuali, ivi inclusi gli atti di notificazione, possono essere affetti da «vizi» di varia natura, i cui effetti sono differenti a seconda della relativa gravità. Nei casi di maggiore gravità («inesistenza»), gli atti vengono ritenuti insanabilmente nulli. Viceversa, nei casi di minore gravità («nullità»), i «vizi» vengono ritenuti sanabili a determinate condizioni. La distinzione fra «vizi» della prima e della seconda categoria è sempre stata assai disagevole. Nel focus vengono indicati i criteri idonei a dare soluzione ai relativi problemi, quali individuati da recente intervento delle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione e vengono, inoltre, segnalate le fattispecie di più frequente ricorrenza.

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Il nuovo ordine di liberazione dell’immobile pignorato

14 Novembre 2017 | di Rosaria Giordano


Liberazione dell’immobile pignorato

Il d.l. n. 59/2016, in sede di conversione nella l. n. 119/2016, ha modificato significativamente l’art. 560 c.p.c. in punto di attuazione e impugnazione dell’ordine di liberazione dell’immobile pignorato. Dopo i primi mesi di vigenza delle nuove norme, è opportuno un approfondimento sulla portata delle stesse.

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La rinnovazione della notificazione nulla

31 Ottobre 2017 | di Mauro Di Marzio

Rinnovazione della notificazione

L'ipotesi che la notificazione dell'atto introduttivo del giudizio risulti affetta da nullità si verifica frequentissimamente nella pratica, tanto più allo stato della giurisprudenza che ha di recente ristretto la nozione di inesistenza della notificazione a favore di quella di nullità; in tal caso l'ordinamento consente al notificante di ovviare alla nullità della notificazione mediante la rinnovazione. Qui di seguito vengono esaminate le questioni che la rinnovazione della notificazione pone sia quanto ad ambito di applicazione che ad operatività, con richiamo alla giurisprudenza di legittimità, anche nei suoi sviluppi più recenti.

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Termine per proporre opposizione all’esecuzione e mancanza di titolo esecutivo

30 Ottobre 2017 | di Rosaria Giordano

Opposizione all’esecuzione

Il d.l. n. 59/2016, conv. con modif. nella l. n. 118/2016, è intervenuto sull’art. 615, comma 2, c.p.c. introducendo un innovativo termine di decadenza per la proponibilità dell’opposizione all’esecuzione nell’espropriazione forzata. Si prevede, infatti, che, di norma, e salve le eccezioni previste, il debitore possa proporre opposizione all’esecuzione soltanto entro l’udienza di autorizzazione alla vendita o all’assegnazione.

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La delega delle operazioni di vendita: tra natura giuridica e responsabilità del professionista

25 Ottobre 2017 | di Pasqualina Farina


Delega delle operazioni di vendita

Le recenti riforme dell'espropriazione forzata hanno ulteriormente potenziato l'istituto della delega al professionista delle operazioni di vendita. Nel presente lavoro, dato atto della ormai capillare funzione normativamente riconosciuta alla delega, anche in relazione alla sua rispondenza agli obiettivi di efficienza, efficacia e rapidità del processo esecutivo, si esamina la natura giuridica della delega, nonché le responsabilità cui incorre il professionista specialmente nell'impostazione seguita dalla Suprema Corte.

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Procedimento ex lege Pinto: competenza, incompetenza ed evoluzione giurisprudenziale

23 Ottobre 2017 | di Rosaria Giordano


Legge pinto: il procedimento

La competenza, ai sensi dell’art. 3, comma 1, l. 24 marzo 2001, n. 89 è attribuita in unico grado di merito, alla Corte d’appello del distretto nel quale è stato deciso il processo presupposto in primo grado, in accordo con il criterio di collegamento della competenza per territorio innovativo, introdotto dalla l. n. 208/2015.

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Elezione di domicilio del difensore esercente extra districtum

20 Ottobre 2017 | di Sergio Matteini Chiari


Domicilio e elezione di domicilio

La portata dell'art. 82 R.d. 37/1934 deve ritenersi significativamente ridotta nell'attualità in ragione dell'introduzione del «domicilio digitale», prevista dall'art. 16-sexies d.l. n. 179/2012, conv. con modif. nella l. n. 221/2012 (norma introdotta dal d.l. n. 90/2014, conv. con modif. nella l. n. 114/2014), sicché il domicilio deve ritenersi in ogni caso «eletto» presso l'indirizzo PEC comunicato al Consiglio dell'Ordine, così che la vigenza appare odiernamente limitata ai casi in cui la notifica presso tale indirizzo sia impossibile per ragioni imputabili al destinatario.

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Il rimedio alla notificazione tentata ma «non andata a buon fine»

18 Ottobre 2017 | di Mauro Di Marzio

Notificazione in generale

Quello della notificazione non andata a buon fine è un tema rovente, giacché, nel particolare caso dell'impugnazione, la parte che impugna, dinanzi alla notificazione dell'atto con esito negativo, corre un elevato rischio di subire una dichiarazione di inammissibilità, salvo non riesca a riattivare celermente, e con successo, il procedimento di notificazione. Nell'articolo si espongono i termini della questione, con i necessari riferimenti alle più recenti evoluzioni giurisprudenziali.

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La condanna per lite temeraria alla luce dell'ammissibilità nel nostro ordinamento giuridico dei danni punitivi

13 Ottobre 2017 | di Cesare Trapuzzano


Lite temeraria

L'analisi che segue descrive i profili più rilevanti dell'istituto della responsabilità processuale aggravata, all'esito della novella del 2009, che ha introdotto il terzo comma dell'art. 96 c.p.c.. La portata precettiva della disposizione viene riletta in chiave nomofilattica, ossia nella prospettiva accolta da Cass., Sez. Un., n. 16601/2017 in ordine all'ammissibilità nel nostro ordinamento della categoria delle condanne punitive, seppure a certe condizioni.

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La professione dell'avvocato dopo le novità della legge concorrenza

11 Ottobre 2017 | di Viviana Torreggiani


Deontologia dell’avvocato

La legge 4 agosto 2017, n. 124 (legge annuale per il mercato e la concorrenza), in vigore dal 29 agosto u.s., emanata al dichiarato fine di garantire una maggiore concorrenzialità nell'ambito della professione forense, pone non pochi interrogativi rispetto all'effettiva tutela del cittadino rispetto all'evoluzione (o rivoluzione) della figura dell'avvocato.

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