Contrasti giurisprudenziali

Contrasti giurisprudenziali

Impugnazione del lodo arbitrale per violazione delle regole di diritto relative al merito e norme transitorie

08 Giugno 2016 | di Francesco Bartolini

Impugnazione per nullità del lodo rituale

La norma transitoria dettata dall’art. 27 del d.lgs. n. 40 del 2006 dispone che le modifiche da esso apportate all’art. 829, comma 3, c.p.c. (per le quali l’impugnazione del lodo arbitrale per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è ammessa solo se espressamente disposta dalle parti o dalla legge) si applicano ai procedimenti arbitrali intrapresi con domanda proposta dopo la sua entrata in vigore, anche se sulla base di una convenzione stipulata in data precedente a tale momento. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno composto il contrasto interpretativo...

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Legittimazione ad agire e titolarità del diritto sostanziale dedotto in giudizio

03 Giugno 2016 | di Roberta Nardone

Legitimatio ad causam

Nella giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto di non trascurabile importanza pratica in ordine alla natura della contestazione afferente la titolarità del diritto sostanziale fatto valere in giudizio, con conseguenze importanti in ordine alla deducibilità ed al rilievo della stessa. In particolare era controverso se la contestazione da parte del convenuto sulla titolarità del rapporto integrasse un’eccezione in senso stretto, come voleva l’orientamento prevalente, ovvero una mera difesa, proponibile in ogni stato e grado del giudizio.

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Immediata impugnabilità delle sentenze di rimessione della causa al giudice di primo grado

03 Giugno 2016 | di Rosaria Giordano

Appello in generale

La riforma realizzata dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, intervenendo sull’art. 360 c.p.c., ha previsto, al fine di favorire l’esercizio della funzione nomofilattica della S.C. riducendone il carico di lavoro, la non immediata impugnabilità mediante ricorso per cassazione delle sentenze non definitive emesse in grado d’appello. A seguito di tale novella, la giurisprudenza di legittimità prevalente, talvolta espressasi anche a Sezioni Unite, ha ritenuto applicabile detta regola anche alle decisioni di rinvio al giudice di primo grado emanate nelle ipotesi di cui agli artt. 353 e 354 c.p.c. Tuttavia, l’esistenza di un contrasto, sebbene inconsapevole della giurisprudenza della medesima Corte di legittimità sulla questione, e talune considerazioni di carattere logico e sistematico, inducono la I sezione civile a richiedere, con ordinanza interlocutoria, alle Sezioni Unite una rimeditazione sulla questione.

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La contestazione in sede di legittimità del difetto di rappresentanza processuale

02 Giugno 2016 | di Franco Petrolati

Contestazione

All’interno della giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto sia circa la possibilità di contestare, per la prima volta in sede di legittimità, il difetto di rappresentanza processuale sia in ordine alle modalità di sanatoria di siffatto vizio. Le Sezioni Unite forniscono al primo interrogativo la risposta più rigorosa, riconoscendo al contempo, tuttavia, una possibilità di sanatoria del vizio con efficacia retroattiva.

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I limiti entro i quali è ammessa la modificazione della domanda ex art. 183 c.p.c.

13 Maggio 2016 | di Lunella Caradonna

Domanda

All’interno della giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto concernente i limiti entro i quali è ammessa la modificazione della domanda formulata ai sensi dell’art. 183 c.p.c. In particolare, sussisteva l’interrogativo se doveva aversi riguardo alla “causa petendi” ed al “petitum”, oppure farsi riferimento alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio. Le Sezioni Unite forniscono una risposta che cerca di coniugare le due esigenze, sovente in antitesi, del giusto processo e della ragionevole durata dello stesso.

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Onere del ricorrente di “riprodurre” i documenti depositati nella fase monitoria

02 Maggio 2016 | di Rosaria Giordano

Opposizione a decreto ingiuntivo

Nella giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto che aveva un impatto significativo nella prassi applicativa, con grandi incertezze per gli avvocati. In particolare era controverso se la documentazione prodotta dal creditore nella fase monitoria dovesse essere nuovamente allegata e depositata dallo stesso, prima dello spirare delle preclusioni istruttorie, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ovvero se il deposito nella fase precedente di detta documentazione potesse considerarsi sufficiente. Le Sezioni Unite risolvono il contrasto avallando quest’ultimo orientamento.

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