Bussola

Titolo esecutivo

13 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Principio nulla executio sine titulo | Effetti sull'intervento della caducazione del titolo del creditore procedente | Certezza, esigibilità e liquidità del diritto | Sentenze e provvedimenti | Gli altri atti del numero 1) del secondo comma dell'art. 474 c.p.c. | Titoli di credito | Scritture private autenticate | Atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale | Verbale dell'accordo raggiunto tra le parti nell'ambito della mediazione e della negoziazione assistita | Riferimenti |

 

Nel nostro sistema processuale l'esistenza di un valido titolo esecutivo è condizione necessaria e sufficiente per dare corso all'esecuzione e deve persistere sino alla conclusione della stessa, almeno in capo ad uno dei creditori (VACCARELLA, 106). Il titolo esecutivo deve essere relativo ad un diritto certo (requisito che si apprezza nell'esecuzione in forma specifica), liquido (ossia determinato o determinabile in ordine alla quantificazione del diritto) ed esigibile, in quanto non sottoposto a termine o a condizione. I titoli esecutivi si distinguono in giudiziali e stragiudiziali. Tale distinzione assume precipua rilevanza ai fini dei motivi deducibili in sede di opposizione all'esecuzione che sono molto limitati nel primo caso in ragione del principio di conversione dei vizi del provvedimento in motivi di impugnazione dello stesso (Cass. civ., sez. III, 14 ottobre 2011, n. 21293). Inoltre, i titoli stragiudiziali di natura cambiaria e le scritture private autenticate devono inoltre essere integralmente trascritti nell'atto di precetto.

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