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Termine perentorio

01 Settembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | Termini espressamente perentori | Termini intrinsecamente perentori | Riferimenti |

 

Sono perentori i termini che, al loro spirare, determinano ineluttabilmente, ex se, la decadenza dal potere di compiere l'atto. Tali termini non possono essere né abbreviati, né prorogati dal giudice nemmeno sull'accordo delle parti. La non prorogabilità dei termini perentori fa sì che la loro violazione debba essere rilevata d'ufficio anche nel caso che l'atto eseguito dopo lo spirare del termine abbia per ipotesi conseguito il suo scopo: ciò perché il principio sancito dall'art. 156 c.p.c. della non rilevabilità della nullità di un atto per avvenuto raggiungimento dello scopo si riferisce esclusivamente ai casi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori (sicché, p. es., Cass. civ., sez. un., 2 dicembre 2005, n. 26225, ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per cassazione notificato in rinnovazione ai sensi dell'art. 291 c.p.c. dopo la scadenza del termine perentorio assegnato, nulla rilevando l'avvenuta costituzione del resistente). In passato era stata sollevata la questione di legittimità costituzionale se la previsione di termini perentori, non prorogabili neppure nel caso che la loro inosservanza fosse dipesa da caso fortuito o forza maggiore, arrecasse un vulnus alla garanzia del diritto di difesa: e il giudice delle leggi aveva risposto c...

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