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Spese (nell’esecuzione forzata)

Sommario

Inquadramento | La regola generale enunciata dall'art. 95 c.p.c. | Distribuzione delle somme tra i creditori per le spese sostenute | Estinzione della procedura esecutiva | Spese dell'esecuzione per consegna o rilascio | Spese dell'esecuzione degli obblighi di fare | Spese nella fase sommaria delle opposizioni esecutive | Riferimenti |

 

La regola stabilita dall'art. 95 c.p.c., per la quale le spese del procedimento esecutivo restano a carico del debitore esecutato e nell'ipotesi di più creditori il riparto deve avvenire in accordo con le norme sul privilegio stabilite dal codice civile, non ha applicazione generale, essendo limitata al procedimento esecutivo per espropriazione forzata, laddove la stessa abbia peraltro avuto esito fruttuoso con una massa attiva da dividere. Le spese nei procedimenti di esecuzione forzata in forma specifica, ossia di esecuzione per consegna o rilascio ovvero per esecuzione degli obblighi di fare, sono disciplinate specificamente dagli artt. 611 e 614 c.p.c. In generale, nell'ipotesi di estinzione della procedura esecutiva per inattività delle parti o per rinuncia agli atti, le spese restano a carico, rispettivamente, della parte che le ha anticipate e del rinunciante. La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito che all'esito della fase sommaria delle opposizioni esecutive devono essere liquidate le spese, attesa la natura potenzialmente definitiva del provvedimento.  

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