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Sentenze non definitive e parziali

12 Settembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | «Fenomenologia» (situazioni da cui può scaturire la sentenza non definitiva) | Quali «questioni» possono decidersi con sentenza non definitiva | Sentenza parziale e sentenza (definitiva) su causa separata | Impugnazione delle sentenze non definitive (rinvio) | Il giudicato sulle sentenze non definitive | Decisioni non definitive nei procedimenti speciali | Riferimenti |

 

La sentenza non definitiva è, secondo il lessico corrente, quella che non pone fine al processo, ma ha l'effetto più limitato di decidere specifiche questioni o singole domande e di rimandare a una sentenza successiva la pronuncia sulle restanti questioni o domande. In un'accezione più rigorosa bisogna però distinguere. La «sentenza non definitiva» ha per oggetto specifiche questioni. È detta invece «sentenza parziale» quella che decide una o più domande senza definire il giudizio. La nozione di sentenza non definitiva si ricava dall'art. 279 c.p.c., che disciplina la forma dei provvedimenti «del collegio» ma che si applica anche ai processi davanti al giudice monocratico. Il suo comma 2, n. 4, assegna forma di sentenza anche ai provvedimenti che decidono particolari questioni senza definire il giudizio. Le «particolari questioni» da decidere con sentenza sono quelle indicate nei precedenti nn. 1, 2, 3 stesso comma, tutte accomunate dalla loro idoneità a definire il giudizio; nel senso che, se fondate, determinano la chiusura del processo davanti al giudice adìto – o, quanto meno, il rigetto di una singola domanda. Una definizione autonoma, benché convergente, la dà l'art. 360, comma 3, c.p.c. (nel testo introdotto dal d.lg. 2 febbraio 2006, n. 40) che nell'escludere il ricors...

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