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Sentenza di condanna

Sommario

Inquadramento | La sentenza di condanna e gli obblighi di fare infungibili | Le condanne speciali. La condanna generica | (Segue). La condanna generica come sentenza “autonoma” | La condanna provvisionale | Brevi considerazioni. La specialità/utilità dell'art. 278 c.p.c. | Il rapporto con il giudice penale | La condanna in futuro | La condanna con riserva di eccezioni | La sentenza di condanna e la provvisoria esecutività | (Segue). Le pronunce di condanna “dipendenti” | Riferimenti |

 

Nell'alveo delle azioni civili di cognizione, con l'azione di condanna, la parte vuole che il giudice accerti la sussistenza del diritto soggettivo che si assume come violato, al contempo accerti l'inadempimento di tale diritto da parte dell'obbligato, per poi condannarlo alla sua reintegrazione, in forma specifica o per equivalente. Dunque, presupposto dell'azione è la pretesa insoddisfatta di un soggetto, titolare del diritto a ricevere una data prestazione (di dare, fare o non fare). La sentenza di condanna, quale titolo esecutivo, consente di intraprendere l'esecuzione forzata per ottenere l'adempimento coattivo dell'obbligo, e ciò, a partire dal 1990, fin dal primo grado di giudizio, giacché la condanna ha carattere di sentenza provvisoriamente esecutiva (v. infra).   Ancora, il creditore, in forza della sentenza di condanna, ai sensi dell'art. 2818 c.c., può iscrivere ipoteca giudiziale sui beni del debitore e, se si tratta di sentenza passata in giudicato, si vedrà allungare i termini di prescrizione del proprio diritto alla prestazione, qualora si sia in presenza di termini di prescrizione brevi (art. 2953 c.c.).

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