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Rimessione in termini

Sommario

Inquadramento | L'ambito applicativo: il processo di cognizione | Applicabilità dell'istituto ai processi civili diversi da quello di cognizione | Il rapporto con le singole fattispecie di rimessione in termini | Il procedimento per ottenere la rimessione in termini | Riferimenti |

 

L'istituto della rimessione in termini era disciplinato dall'art. 184-bis c.p.c., il quale, nonostante il tenore apparentemente generale, rimaneva una previsione collocata nel titolo I del libro II del codice di procedura civile, relativo al procedimento davanti al tribunale. Per tale ragione, la prevalente giurisprudenza di legittimità aveva più volte ribadito che l'art. 184-bis c.p.c. era una norma riferibile alle sole decadenze concernenti la fase istruttoria del processo di primo grado e, tramite il rinvio operato dall'art. 359 c.p.c., del secondo grado, non estensibile, però, in virtù del suo carattere eccezionale, alle c.d. situazioni esterne. La suddetta limitazione aveva posto non pochi problemi: infatti, alcuni autori non avevano esitato ad evidenziare che, ai fini di un adeguato rispetto del diritto di difesa, garantito dall'art. 24, comma 2°, Cost., sarebbe stato opportuno ammettere la restituzione nel termine per proporre impugnazione tutte le volte in cui il mancato rispetto del suddetto termine non fosse dipeso dalla responsabilità della parte onerata (Caponi, La rimessione in termini nel processo civile, Milano, 1996, 119 ss.). Tuttavia, nella prevalente giurisprudenza di legittimità si era affermata la più rigorosa posizione, secondo la quale la disciplina dell...

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