Bussola

Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare

Sommario

Inquadramento | La conoscibilità del patrimonio del debitore | La legge n. 80 del 2005 | L'articolo 492-bis c.p.c. e la legittimazione alla richiesta | L'autorizzazione del presidente del Tribunale | L'accesso all'anagrafe tributaria e alle banche date pubbliche da parte del creditore | La gestione delle informazioni ad opera del creditore | L'accesso all'anagrafe tributaria e alle banche date pubbliche da parte dell'Ufficiale giudiziario | Il pignoramento d'ufficio ad opera dell'Ufficiale giudiziario | Il compenso dell'ufficiale giudiziario | L'utilizzabilità dello strumento in ambiti diversi dall'espropriazione forzata |

 

 Il d.l. 12 settembre 2014 n. 132, convertito con modificazioni dalla l. 10 novembre 2014, n. 162, ha introdotto nel codice di procedura civile una disposizione generale dedicata alla ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare  (art. 492-bis), in modo tale da rafforzare la tutela del creditore in sede esecutiva (e non solo) rispetto a quanto già aveva fatto la l. n. 80 del 2005. La nuova norma contribuisce, insieme ad altre (come, ad esempio, il nuovo art. 1284 c.c. sul saggio degli interessi nonché l'art. 2929- bis c.c. sulla c.d. revocatoria eventuale e differita), a fornire al creditore strumenti idonei a porre rimedio alle situazioni patologiche che consentono al debitore di avvantaggiarsi delle inefficienze dell'ordinamento giuridico e del processo in particolare. Ed infatti, se il nuovo art. 1284 c.c. mira a fronteggiare il basso costo della resistenza in giudizio e l'art. 2929-bis mira a consentire di poter agire direttamente in via esecutiva su un bene oggetto di atto di disposizione a titolo gratuito senza dover attendere i tempi (lunghi) dell'azione revocatoria (e del passaggio in giudicato della relativa sentenza), così l' art. 492-bis mira a ridurre l'asimmetria informativa tra creditore e debitore circa la consistenza patrimoniale del secondo. Analizze...

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