Bussola

Responsabilità degli arbitri

Sommario

Inquadramento | Omesso o ritardato compimento di atti del proprio ufficio e mancato rispetto dei termini per la pronuncia del lodo | La rinuncia degli arbitri | Proponibilità della domanda risarcitoria | Entità del risarcimento | Responsabilità e diritto al compenso | Riferimenti |

 

Le fattispecie e le modalità entro le quali può essere fatta valere la responsabilità degli arbitri sono oggi disciplinate ad opera dell'art. 813-ter c.p.c., norma introdotta dall'art. 21, d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. La disposizione sostituisce la precedente e più restrittiva disciplina dettata dal secondo comma dell'art. 81 c.p.c., in virtù della quale gli arbitri erano tenuti a risarcire i danni subiti dalle parti unicamente sotto i due profili dell'ingiustificata rinuncia all'incarico e dell'annullamento in sede giurisdizionale del lodo pronunciato fuori termine. Dal momento in cui gli arbitri accettano l'incarico essi si obbligano a pronunciare il lodo nel termine stabilito, cui si affiancano gli ulteriori obblighi, connessi e strumentali, di non omettere né ritardare il compimento degli altri atti del procedimento arbitrale e di non rinunciare all'incarico senza giustificato motivo. In dottrina non sussiste unità di opinioni per quanto concerne il generale inquadramento della responsabilità degli arbitri e sulla possibilità di individuare ipotesi di responsabilità diverse da quelle espressamente codificate. Secondo una prima posizione, integrando il rapporto tra gli arbitri e le parti un contratto tipico, gli obblighi e la responsabilità degli arbitri potevano essere d...

Leggi dopo

Le Bussole correlate >