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Responsabilità civile magistrati

07 Dicembre 2017 |

Sommario

Nozione | Elemento oggettivo | Elemento soggettivo | Nesso di causalità | Onere della prova | Criteri di liquidazione | Aspetti processuali | Casistica |

 

La normativa sulla responsabilità dello Stato per l’attività svolta dai magistrati nell’esercizio delle funzioni è contenuta nella l. 13 aprile 1988, n. 117, significativamente modificata dalla l. 27 febbraio 2015, n. 18 (sulla quale cfr. E. Scoditti, Quale responsabilità civile del Magistrato dopo la legge n. 18 del 2015, in Giustiziacivile.com, 2015, n. 3) che, tra l’altro, ha: eliminato il filtro di ammissibilità dell’azione; enucleato una serie di fattispecie di colpa grave  nelle quali non opera la c.d. clausola di salvaguardia rispetto all’attività di interpretazione di norme di diritto e di valutazione del fatto e delle prove; aggravato in danno del Magistrato la disciplina dell’azione di rivalsa. La nozione della responsabilità dello Stato per condotte rientranti nell’esercizio delle funzioni giudiziarie poste in essere dal Magistrato si ricava principalmente dall’art. 2, comma 1, l. 13 aprile 1988, n. 117, per il quale chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e di quelli non patrimoniali (tra i più importa...

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