Bussola

Residenza, dimora e domicilio

18 Settembre 2019 |

Sommario

Inquadramento | La residenza in generale | La residenza anagrafica | Difformità tra residenza anagrafica e residenza effettiva | La dimora | Il domicilio | Fattispecie | Riferimenti |

 

Le nozioni di residenza, dimora e domicilio, tra loro collegate, assumono cospicuo rilievo nell'ambito del processo civile: basti considerare la fondamentale previsione dell'art. 18 c.p.c., volto a fissare il foro generale delle persone fisiche, ove è stabilito che, fatte salve talune eccezioni, la competenza per territorio si radica laddove il convenuto ha la residenza o il domicilio e, se questi sono sconosciuti, laddove il convenuto ha la dimora. Ai concetti in discorso si riferisce altresì l'art. 139 c.p.c., dettato in materia di notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio. In prima approssimazione, può dirsi che la residenza, secondo il codice civile, è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale: dunque la nozione di residenza si determina in connessione con quella di dimora. Quest'ultima è collocata nel luogo in cui la persona di fatto vive, sicché è possibile che la medesima persona abbia più di una dimora: basti pensare a quella ubicata presso una seconda carta di vacanza. Dalle nozioni di residenza e dimora si distingue quella di domicilio, che si ha nel luogo in cui una persona «ha stabilito la base principale dei suoi affari ed interessi economici», interessi che, come si vedrà, non sono solo di natura economica, ma anche personale, sociale e p...

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