Bussola

Questioni preliminari

Sommario

Inquadramento | Questione preliminare di merito e rapporto con figure affini | Art. 187, cpv., c.p.c. e la decisione immediata della questione preliminare di merito | La decisione immediata della preliminare di merito davanti al giudice monocratico | La decisione della preliminare di merito | Decisione della preliminare di merito e ordine delle questioni | La nullità come questione preliminare di merito «a statuto speciale» | Riferimenti |

 

Le disposizioni del codice di procedura civile che fanno espresso riferimento alla questione preliminare di merito sono essenzialmente due: art. 187, cpv., c.p.c., che consente al giudice istruttore di rimettere le parti al collegio, affinché sia decisa una questione di merito «avente carattere preliminare» e «solo quando la decisione può definire il giudizio»; art. 279, cpv., nn. 2 e 4, c.p.c. il quale stabilisce che le «questioni preliminari di merito» vanno sempre decise con sentenza, sia che ne derivi la definizione del giudizio (in tal caso la decisione provoca una sentenza definitiva) sia se il giudizio deve proseguire (qui la decisione produce una sentenza non definitiva: v. la voce Sentenze non definitive o parziali). Entrambi gli articoli sono modellati sull'impianto originario del processo davanti al Tribunale, che prevedeva un organo giudicante invariabilmente collegiale. Nell'attuale regime, in cui il giudice monocratico rappresenta la regola e la collegialità è limitata a ipotesi tassative, gli artt. 187 e 279 si estendono ai processi davanti al «giudice unico», in linea con quanto prevede l'art. 281-bis c.p.c. e con un'inevitabile semplificazione del meccanismo – salvo quanto si dirà infra a proposito dell'art. 187 c.p.c. Analoghe considerazioni valgono per il pr...

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