Bussola

Questioni pregiudiziali

Sommario

Inquadramento | Questione pregiudiziale di rito. Individuazione e problemi | Quando una questione di rito è «pregiudiziale» | Questioni di rito «quasi-pregiudiziali» | Forme decisorie della pregiudiziale di rito | Differenza tra questione pregiudiziale ed astratta controvertibilità | Decisione immediata e non della pregiudiziale di rito: art. 187, commi 2 e 3, c.p.c. | L’art. 187, comma 3, c.p.c. non si applica alle «quasi-pregiudiziali» di rito | Rilevabilità d’ufficio e non | Questioni pregiudiziali di rito e giudicato | Pregiudiziali di rito, ordine delle questioni e decisione implicita | Ordine di priorità fra pregiudiziali di rito | Orientamenti a confronto | Riferimenti |

 

Il processo è retto da regole strutturali che definiscono i suoi connotati e ne tracciano il percorso; e da regole di controllo che presidiano le prime, stabilendo modi e tempi per verificarne il rispetto. Le regole di controllo si attivano quando sorge il dubbio che la regola strutturale sia stata disattesa: ci dicono come governare questo dubbio, cioè con quali iniziative, da parte di chi e con quali tempi. La questione, a sua volta, è la formale manifestazione del dubbio su un aspetto rilevante per il giudizio; e quando investe una regola del processo – sia essa strutturale o di controllo – prende il nome più specifico di «questione attinente al processo» o «di rito». Nell’ampia cerchia delle questioni di rito spiccano le «questioni pregiudiziali attinenti al processo» o «pregiudiziali di rito». É una categoria dotata di autonoma rilevanza giuridica che la legge processuale menziona espressamente, soprattutto in due articoli di grande importanza sistematica nell’impianto del codice di procedura civile: l’art. 187 e l’art. 279 c.p.c.. Da questi articoli ricaviamo che «pregiudiziale di rito» è la questione che verte sull’osservanza di una regola processuale, la cui violazione non consente più al giudice di decidere la causa nel merito. 

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