Bussola

Pronuncia della sentenza nel processo del lavoro

Sommario

Inquadramento | Discussione e conclusioni: il deposito di note difensive | La lettura del dispositivo | I rapporti tra il dispositivo e la motivazione | Interessi e rivalutazione: aspetti sostanziali | Interessi e rivalutazione: aspetti processuali | Casistica |

 

La pronuncia della sentenza nel processo del lavoro è disciplinata dall'art. 429 c.p.c. comma 1 secondo cui «nell'udienza, il giudice, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia sentenza con cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare complessità della controversia, il giudice fissa nel dispositivo un termine, non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza». Tale disposizione è la conseguenza dei principi di immediatezza, concentrazione e oralità che caratterizzano il rito lavoro e, in quest'ottica, si pone in termini di vera e propria norma di chiusura del sistema. Nel processo del lavoro, infatti, stante il divieto di udienze di mero rinvio (art. 420 c.p.c.), ogni udienza – compresa la prima – è destinata, oltre che all'assunzione delle prove, alla discussione e quindi all'immediata pronuncia della sentenza, mentre non è prevista un'udienza di precisazione delle conclusioni le quali, salvo modifiche autorizzate dal giudice per gravi motivi, restano pertanto per l'attore quelle di cui al ricorso e per il convenuto quelle di cui alla memoria di costituzione. Nel rito lavoro è, dunque, esclusa la possibilità per il giudice...

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