Bussola

Preclusioni

05 Settembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | Preclusioni assertive | Preclusioni probatorie | Preclusioni conseguenziali | Principio di non contestazione | Violazione | Efficacia endoprocessuale | Eccezioni in senso lato | Casistica |

 

Le preclusioni possono definirsi come perdita/consumazione di un potere processuale in conseguenza del mancato esercizio all'interno della sequenza degli atti, astrattamente preordinata, che caratterizza il processo civile: maturano, quindi, per l'inadempimento di specifici oneri processuali che la legge variamente connette al compimento di un determinato atto (es. art. 38, comma 1, c.p.c.) o di una più complessa vicenda - come l'udienza (es. art. 38, comma 3, c.p.c.), una fase o grado del processo- oppure alla scadenza di un termine perentorio (es. art. 183, comma 6, c.p.c.). In relazione alla maturazione di tale termine si prevede, infatti, una decadenza, vale a dire la perdita del potere di compiere un determinato atto processuale: in tal senso la decadenza si inscrive come modalità particolare nell'ambito del fenomeno più ampio della preclusione. Il sistema delle preclusioni segue un criterio di tendenziale progressività, in quanto il potere delle parti – e del giudice – di incidere sul processo tende a subire limiti sempre più rilevanti con l'evolversi del processo per fasi e gradi fino alla maturazione del giudicato: in tal senso il sistema trova la sua giustificazione razionale nell'esigenza che alla definizione della controversia si pervenga secondo modalità tali da as...

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