Bussola

Poteri istruttori del giudice

14 Settembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | I rapporti tra l'art. 281-ter e gli artt. 257 e 421 c.p.c. | Limiti oggettivi e soggettivi al potere istruttorio ufficioso | Limiti temporali per l'esercizio del potere istruttorio d'ufficio | Utilizzabilità della prova nel caso di errore di riparto interno tra giudice unico e collegio | Applicabilità della norma anche ai procedimenti diversi da quello di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica | Riferimenti |

 

L'introduzione nel nostro codice dell'art. 281-ter ad opera del d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha determinato «un'attenuazione del principio dispositivo in materia di prove ed un rafforzamento dei poteri dell'organo giudicante nel segno della collaborazione con le parti» (Carratta, Codice di procedura civile (nuove riforme del), in EG, VI, Roma, 1998, 13; analogamente Grasso, L'istituzione del giudice unico di primo grado. Prime osservazioni sulle disposizioni relative al processo civile, in RDP, 1998, 651; Lazzaro-Gurrieri-D'avino, Il giudice unico nelle mutate regole del processo civile e nella nuova geografia giudiziaria, Milano, 1998, 131). La disposizione di cui all'art. 281-ter, invero, non rappresenta una novità di carattere assoluto, poiché il legislatore, nel dettare le nuove norme sul procedimento in composizione monocratica, si è limitato a riprodurre l'art. 312 c.p.c. ormai abrogato, il quale, in forza della modificazione di cui alla l. 374/1991 – concernente l'istituzione del giudice di pace –, attribuiva il medesimo potere istruttorio ufficioso al pretore e al giudice di pace, in ciò, peraltro, limitandosi a riprendere la norma di cui all'art. 317 c.p.c. nella versione precedente alla l. 353/1990 (Fabiani, Sul potere del giudice monocratico di disporre d'ufficio ...

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