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Ordinanza provvisoria di rilascio

04 Maggio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Presupposti | Prova scritta | Gravi motivi | Efficacia | Prestazione della cauzione | Esito del giudizio | Riferimenti |

 

Qualora l'intimato nei procedimenti per convalida di sfratto compaia in udienza e si opponga alla convalida, è preclusa la pronuncia dell'ordinanza monitoria di convalida di cui all'art. 663 c.p.c. Nondimeno, la trasformazione del procedimento sommario in procedimento ordinario, in ragione della semplice opposizione proposta dall'intimato, non impedisce all'intimante di richiedere un provvedimento provvisorio avente funzione anticipatoria, con riserva delle eccezioni dell'intimato opponente. Detto provvedimento si identifica nell'ordinanza di rilascio, regolata dall'art. 665 c.p.c. Essa può essere emessa, su istanza del locatore, nell'ipotesi in cui l'opposizione proposta dal conduttore non sia fondata su prova scritta, se non sussistono gravi motivi in contrario. Si tratta di provvedimento non definitivo (a differenza dell'ordinanza di convalida), avente appunto la forma dell'ordinanza, emesso a cognizione sommaria (perché incompleta), espressamente qualificato come non impugnabile, con riserva delle eccezioni del convenuto. Per effetto dell'emissione dell'ordinanza di rilascio, l'intimante viene a disporre immediatamente di un titolo esecutivo, nonostante la prosecuzione del giudizio, che si trasforma in ordinario, sebbene segua le forme del rito speciale, all'esito della di...

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