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Opposizioni esecutive in materia di lavoro, di previdenza e di assistenza

27 Novembre 2019 |

Sommario

Inquadramento | L'ambito di operatività dell'art. 618-bis | Le controversie escluse dal perimetro applicativo della norma | Le opposizioni pre-esecutive. A) L'opposizione al precetto | Segue. B) L'opposizione agli atti esecutivi di cui al primo comma dell'art. 617 | Le opposizioni esecutive | La clausola di compatibilità di cui al primo comma dell'art. 618-bis c.p.c. | Riferimenti |

 

L'art. 618-bis, introdotto nel corpo del codice di rito dal legislatore della riforma del processo del lavoro (l. n. 533/1973), stabilisce al primo comma che «per le materie trattate nei Capi I e II del Titolo IV del Libro secondo, le opposizioni all'esecuzione e agli atti esecutivi sono disciplinate dalle norme previste per le controversie individuali di lavoro in quanto applicabili». Al secondo comma, la norma - come modificata dalla l. n. 52/2006 - stabilisce che «resta ferma la competenza del giudice dell'esecuzione nei casi previsti dal secondo comma dell'articolo 615 e dal secondo comma dell'art. 617 c.p.c. nei limiti dei provvedimenti assunti con ordinanza». La norma fu introdotta allo scopo di assicurare anche ai giudizi di opposizione sorti nell'ambito del processo esecutivo la stessa celerità ed efficienza che il legislatore aveva inteso assicurare alle cause di lavoro, tutelando in tal modo anche nella fase esecutiva in maniera «incisiva e differenziata il lavoratore, in quanto – di regola – il creditore» (Cass. civ., 15 giugno 2001, n. 8110, in Foro it., 2001, I, 3132).

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