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Opposizione tardiva a decreto ingiuntivo

Sommario

Inquadramento | I casi in cui è consentita l'opposizione tardiva | L'opposizione tardiva nell'interpretazione giurisprudenziale | La sospensione dell'esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto | Il termine per la proposizione dell'opposizione tardiva | La possibilità di conversione in azione ordinaria dell'opposizione proposta ex art. 650 c.p.c. | Riferimenti |

 

Ai sensi dell'art. 641 c.p.c., l'opposizione a decreto ingiuntivo deve essere proposta entro il termine di quaranta giorni dalla notifica del provvedimento monitorio (ovvero entro il diverso termine assegnato dal giudice in presenza dei presupposti di cui al secondo comma della disposizione menzionata). Trattasi di termine da considerarsi perentorio (Cass. civ., sez. III, 12 luglio 2006, n.  15763), sicché, ove esso decorra inutilmente, il decreto è dichiarato esecutivo ex art. 647 c.p.c. e il suo contenuto non può più essere messo in discussione, se non con i rimedi «straordinari» di cui all'art. 656 c.p.c.. L'ordinamento, tuttavia, ammette, eccezionalmente, la possibilità di proporre opposizione tardiva avverso il decreto ingiuntivo,  oltre, cioè, il termine di cui all'art. 641 c.p.c., nel caso in cui ricorrano i presupposti di cui all'art. 650 c.p.c., come integrato dalla Corte Cost. sent. 20 maggio 1976 n. 120: qualora l'opponente dimostri di non avere avuto conoscenza del decreto per irregolarità della notifica o per caso fortuito o forza maggiore; qualora l'ingiunto, pur avendo avuto tempestiva conoscenza del decreto, non abbia potuto proporre opposizione nel termine di cui all'art. 641 c.p.c. per caso fortuito o forza maggiore.  La ratio dell'istituto, secondo la dottri...

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