Bussola

Onere della prova

26 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Portata generale del principio dell'onere della prova | Prova dei fatti c.d. negativi | Principio di acquisizione | Riparto dell'onere probatorio nelle cause di adempimento negoziale | L'onere della prova nelle controversie di responsabilità aquiliana | Riparto dell'onere probatorio nelle cause di opposizione a decreto ingiuntivo | Riferimenti |

 

L'art. 2697 c.c.  stabilisce che colui il quale vuol far valere un diritto in giudizio deve dimostrare i fatti costitutivi posti a fondamento dello stesso, mentre spetta a chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero che il diritto si è modificato o estinto provare i fatti sui quali si fonda la propria eccezione. La richiamata regola in tema di riparto dell'onere probatorio tra le parti in giudizio, assume un'importanza fondamentale, assurgendo a criterio di «decisione» dei fatti controversi, nell'ipotesi di mancata prova. In sostanza, infatti, è l'art. 2697 c.c. a ripartire tra le parti in causa il c.d. rischio della mancata prova dei fatti allegati. Il divieto di non liquet posto in capo al giudice determina, in ogni sistema processuale, l'esigenza di individuare una regola di giudizio che ripartisca il rischio della mancata prova tra le parti, affinché, nell'ipotesi in cui manchi, anche in via presuntiva, la dimostrazione dell'esistenza di un fatto idoneo a produrre determinate conseguenze giuridiche, la carenza di prova venga  posta a carico della parte alla quale spettava l'onere di dimostrare la sussistenza di tale fatto (MICHELI 1 ss.). Del resto, negli ordinamenti giuridici moderni la c.d. regola di giudizio fondata sull'applicazione dei principi in tema di onere d...

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