Bussola

Nullità della sentenza

Sommario

Inquadramento | Portata ed ambito applicativo del principio c.d. di assorbimento o conversione | Ipotesi di nullità della sentenza | Poteri del giudice dell'impugnazione | Riferimenti |

 

La disciplina della nullità della sentenza è dettata dall'art. 161 c.p.c. che sancisce, a riguardo, il principio della conversione dei vizi della stessa in motivi di impugnazione. Ciò comporta che detti vizi – anche quello afferente alla costituzione del giudice, sebbene costituisca una nullità c.d. assoluta – si sanano se non fatti valere con il mezzo di gravame previsto per la sentenza. Il richiamato principio c.d. di assorbimento comporta, quindi, che la nullità della sentenza non possa essere dedotta in una sede differente da quella dell'impugnazione della decisione. Ne deriva che, ad esempio, gli stessi non possono essere fatti valere mediante opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. Un'interpretazione ampia del principio espresso dal primo comma dell'art. 161 c.p.c. rende lo stesso applicabile anche nei rapporti tra fasi distinte di un medesimo procedimento: in altre e più chiare parole, ad esempio, i vizi del decreto ingiuntivo, compresa l'insussistenza dei presupposti della pretesa creditoria, possono essere dedotti esclusivamente in sede di opposizione avverso lo stesso (e, nuovamente, non mediante le opposizioni esecutive o con altri strumenti).

Leggi dopo