Bussola

Nullità degli atti processuali

Sommario

Inquadramento | Principio di tassatività e principio di strumentalità delle forme | Termine e modalità di proposizione dell'eccezione di nullità | Nullità per vizio di costituzione del giudice | Estensione della nullità agli atti dipendenti | Conservazione dell'atto nullo | Rinnovazione dell'atto nullo | Riferimenti |

 

L'art. 156 c.p.c. è fondamentale nel sistema delle nullità processuali poiché individua i principi generali che consentono di individuare le ipotesi nelle quali un atto processuale può considerarsi nullo. La disposizione ha un andamento “sinusoidale” poiché nei tre commi sancisce il principio della tassatività delle stesse. Peraltro, il secondo comma dello stesso art. 156 c.p.c. estende poi l'ambito delle nullità processuali anche in difetto di comminatoria legislativa di nullità alle ipotesi nelle quali l'atto manchi di uno dei requisiti indispensabili per il raggiungimento dello scopo. Il terzo comma, per converso, stabilisce che anche se l'atto processuale è privo di un requisito di forma previsto a pena di nullità dello stesso laddove il medesimo atto abbia raggiunto il proprio scopo obiettivo, la nullità non potrà essere pronunciata. Nel processo civile, la nullità degli atti processuali è di regola relativa, nel senso che è sanata se la parte legittimata non propone una tempestiva eccezione pregiudiziale di rito finalizzata a far valere la nullità. La nullità dell'atto finisce ex art. 159 c.p.c. con l'estendersi agli atti successivi che ne sono dipendenti, costituendone la propagazione e non anche a quelli c.d. autonomi.

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