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Notificazione in mani proprie

Sommario

Inquadramento | Irrilevanza del luogo della effettuata notificazione a mani proprie | Identificazione del destinatario | La notificazione in mani proprie del difensore | Il rifiuto del destinatario di ricevere la copia | Fattispecie | Riferimenti |

 

La notificazione in mani proprie si distingue dalle altre regolate dal codice di rito per la sua attitudine ad assicurare al massimo grado che il notificando sia stato messo in condizione di procurarsi una effettiva conoscenza dell'atto. Eguale risultato si realizza soltanto mediante la notificazione a mezzo del servizio postale ovvero quella ai sensi dell'art. 140 c.p.c. — ferma la distinzione concettuale e la non integrale equiparabilità tra le figure — nel caso che dall'avviso di ricevimento del piego raccomandato, prevista da entrambe le fattispecie, risulti l'effettuazione della consegna del piego medesimo al destinatario della notificazione. Altre forme di notificazione normativamente regolate, invece, prevedono la consegna dell'atto ad un terzo (familiare, addetto alla casa, all'ufficio o all'azienda, vicino, portiere, domiciliatario: v. M. Di Marzio, Notificazione alla residenza, in www.ilProcessoCivile.it) e si perfezionano con il compimento delle formalità previste, sicché la relata di notificazione consente soltanto di presumere che il consegnatario, il quale non è abilitato a prendere cognizione dell'atto (Cass. civ., 22 agosto 2002, n. 12398), abbia poi portato il medesimo a conoscenza del destinatario. Quanto alla notificazione ai sensi dell'art. 143 c.p.c., essa...

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