Bussola

Mutamento del rito

Sommario

Inquadramento | Passaggio dal rito ordinario al rito speciale | Passaggio dal rito speciale al rito ordinario | Mutamento del rito nella convalida di sfratto | Conversione del rito sommario di cognizione in rito ordinario | Passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione | Ultrattività del rito | Mutamento del rito nel d.lgs. n. 150/2011 | Omesso mutamento del rito e conseguenze | Casistica | Riferimenti |

 

Il mutamento del rito è lo strumento processuale con il quale il giudice può rimediare all'errore commesso da una parte nell'individuazione del rito applicabile al rapporto dedotto in giudizio, tenendo conto, a tal fine, della situazione sostanziale controversa, per come prospettata nella domanda e non per l'effettivo modo di essere della stessa, come potrebbe emergere al momento della decisione di merito (Cass. civ., n. 5544/96).   In evidenza Il mutamento del rito ha la finalità di consentire la conservazione degli atti già compiuti, salvaguardando il diritto delle parti di difendersi e l'esigenza che il processo giunga ad una decisione sul merito, ma presuppone l'esistenza di due procedimenti a cognizione piena (ad es., rito ordinario e rito del lavoro), tra i quali soltanto è possibile un fenomeno di conversione dell'uno nell'altro (Cass. civ., n. 16202/13).   Secondo la tesi prevalente, il rito non è requisito di validità della domanda giudiziale, sicchè l'errore in ordine allo stesso non determina la conclusione del processo con un provvedimento di rigetto per motivi di mera forma, ma comporta solo l'adozione, d'ufficio, di un provvedimento ordinatorio di mutamento del rito, che consenta al processo di pervenire ad una decisione di merito secondo il rito prescritto d...

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