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Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo

Sommario

Inquadramento | Opposizione a decreto ingiuntivo | Individuazione dell'onerato all'instaurazione della procedura compositiva | Struttura del giudizio oppositorio | La soluzione del contrasto ad opera della Suprema Corte | Riferimenti |

 

Il comma 4 dell'art. 5, d.lgs. n. 28 del 2010 individua le esclusioni dalla mediazione in riferimento alla natura speciale di taluni procedimenti regolati dal IV libro della procedura, alcuni dei quali dotati di una struttura tendenzialmente bifasica. Anzitutto, l'esclusione (dalla procedura compositiva) riguarda la fase sommaria del procedimento monitorio e di quello per convalida di licenza o di sfratto. L'esclusione dalla procedura conciliativa non è priva di giustificazione. In materia di lavoro, la Corte costituzionale (C. Cost., 13 luglio 2000, n. 276) aveva escluso l'applicabilità del tentativo di conciliazione (colà previsto) al procedimento monitorio. Per entrambi i procedimenti speciali (monitorio e per convalida di sfratto), la Relazione Illustrativa ha precisato che l'esclusione si giustifica «per il fatto che in essi ci troviamo di fronte a forme di accertamento sommario con prevalente funzione esecutiva». Conclude sul punto evidenziando che: «la mediazione può trovare spazio all'esito della fase sommaria, quando le esigenze di celerità sono cessate». L'affermazione è coerente alla luce del dettato normativo con riguardo alla struttura del procedimento per convalida di sfratto e, seppur in misura minore, per quella del procedimento monitorio. Il procedimento per c...

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