Bussola

Liquidazione dei compensi di avvocato (semplificazione dei riti)

Sommario

Inquadramento | La competenza e la possibilità delle parti di stare in giudizio personalmente | Obbligatorietà o facoltatività del procedimento? | Oggetto del procedimento | Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo | Mezzi di impugnazione del provvedimento decisorio | Riferimenti |

 

Il d.lgs. 150/2011, in attuazione dell'art. 54, comma 2, lett. b, n. 2, della legge delega (l.18 giugno 2009 n.69) ha ricondotto al rito sommario di cognizione il procedimento camerale, già disciplinato dagli artt. 28-30 l. 13 giugno 1942, n. 794, riguardante le controversie in materia di liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti dell'avvocato nei confronti del suo cliente. La scelta, secondo quanto si legge nella relazione al d.lgs., è stata dettata dai «caratteri di semplificazione della trattazione e dell'istruzione della causa» che contraddistinguono il procedimento. Poiché la formulazione dell'art. 28, che, a differenza delle altre norme sopra citate, non è stato abrogato ma modificato, anche introducendovi il rinvio all'art. 14 del decreto semplificazione, come già per il procedimento camerale è prevista: 1) la competenza dell'ufficio giudiziario di merito adito per il processo nel quale l'avvocato ha prestato la sua opera; 2) la composizione collegiale del Tribunale; 3) la possibilità delle parti di stare in giudizio personalmente; 4) la non appellabilità dell'ordinanza decisoria.   La previsione di cui all'art. 14 va poi integrata con le norme del d. lgs. 150/2011 riguardanti tutti i procedimenti sommari speciali (artt. 3 e 4), in virtù del richiamo ad e...

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