Bussola

Legge pinto: il procedimento

Sommario

Inquadramento | Competenza | Ricorso e documentazione allegata | Decreto di accoglimento della domanda | Notificazione del decreto | Regime del provvedimento di rigetto | Riferimenti |

 

Il procedimento per l'equa riparazione dei danni derivanti dall'irragionevole durata del processo è stato rimodellato dalla l. n. 134/2012 che ha strutturato lo stesso, in uno schema che ricalca, almeno in apparenza, quello del giudizio monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c., su due fasi, l'una necessaria inaudita altera parte e l'altra, provocata dall'eventuale opposizione di una delle parti, a cognizione piena, sebbene nelle forme del procedimento in camera di consiglio, volta all'accertamento in contraddittorio in ordine all'esistenza del diritto fatto valere dal ricorrente (v., tra gli altri, CONSOLO – NEGRI, 1429 ss.). La ratio della riforma   deve individuarsi nel tentativo di ridurre  il carico di lavoro delle Corti d'Appello chiamate a decidere sui ricorsi di equa riparazione, con il non peregrino rischio che esse stesse finiscano per deciderli in tempi irragionevoli dando luogo ad ulteriori procedimenti promossi ai sensi della l. n. 89/2001. La “scommessa” del legislatore è invero quella della proposizione da parte dell'Amministrazione dell'opposizione avverso il decreto emanato nella fase sommaria soltanto in alcuni casi (CONSOLO – NEGRI, 1435). Almeno in parte viene riproposta una struttura del procedimento che era stata già prevista dall'originario disegno di...

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