Bussola

Intervento (nell’esecuzione forzata)

06 Maggio 2016 |

Sommario

Inquadramento | I presupposti per proporre intervento | La forma e il tempo dell'intervento | Il procedimento di riconoscimento previsto con riguardo agli interventi non titolati | La fase distributiva e le eventuali contestazioni relative agli interventi svolti |

 

È ben possibile per un creditore scegliere di intervenire in una procedura esecutiva già in corso, anziché optare per l'instaurazione di un autonomo procedimento. La disciplina generale dell'intervento nell'esecuzione forzata è rinvenibile nell'art. 499 c.p.c., mentre alcune specifiche previsioni relative alle peculiarità dei differenti mezzi di espropriazione sono presenti in alcun successive norme codicistiche. In linea generale può affermarsi che l'art. 499 c.p.c. consenta a chiunque disponga di un titolo esecutivo (ma, a determinare condizioni, è possibile intervenire nella procedura esecutiva anche in assenza di un titolo esecutivo) di intervenire in una procedura esecutiva, acquistando il diritto di provocarne i singoli atti (quanto meno laddove l'intervento risulti fondato su titolo esecutivo) e di partecipare alla distribuzione del ricavato della vendita (o di prendere parte alla assegnazione del credito).   In evidenza Le Sezioni Unite hanno recentemente chiarito che nel processo di esecuzione, la regola secondo cui il titolo esecutivo deve esistere dall'inizio alla fine della procedura va intesa nel senso che essa presuppone non necessariamente la continuativa sopravvivenza del titolo del creditore procedente, bensì la costante presenza di almeno un valido titolo ...

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