Bussola

Impugnazione incidentale

Sommario

Inquadramento | Simmetria (tendenziale) con l'impugnazione principale | Impugnazione incidentale del «soccombente virtuale» | Soccombenza virtuale e ordine di decisione | Appello incidentale e «riproposizione» di domande ed eccezioni | Appello incidentale o riproposizione nei processi litisconsortili | Impugnazione incidentale contro decisioni «implicite» | Deviazioni dallo schema dell'impugnazione incidentale | Appello incidentale contro il litisconsorte non ancora evocato in giudizio | Riferimenti |

 

L'impugnazione è «incidentale» se proposta nel giudizio d'impugnazione già introdotto da altra parte con l'«impugnazione principale». La «modalità incidentale» dell'impugnazione è imposta dalla legge (art. 333 c.p.c.): la parte alla quale è già stata notificata l'impugnazione da altra parte è tenuta a proporre la propria in forma incidentale a pena di decadenza. Prima della notifica, invece, le forme rimangono quelle dell'impugnazione principale: in tal caso la pluralità di impugnazioni genera una pluralità di giudizi, destinati però a essere riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c. . L'istituto – insieme alla riunione ex art. 335 c.p.c. – ha l'evidente scopo di garantire il processo simultaneo in sede di impugnazione: sia per ragioni di economia processuale, sia per prevenire la formazione di giudicati contrastanti. L'impugnazione incidentale è soggetta a regole differenti, a seconda che avvenga nel giudizio di appello o in quello di cassazione. L'appello incidentale, disciplinato nel processo ordinario dall'art. 343 c.p.c., si inserisce nella comparsa di risposta «all'atto della costituzione in cancelleria ai sensi dell'art. 166»; con una variazione sui tempi se l'interesse a impugnare sorge da altra impugnazione incidentale. Il ricorso incidentale in cassazione, regolato dall...

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