Bussola

Giudizio di equità

Sommario

Inquadramento | Il giudizio di equità necessaria | Il giudizio di equità volontaria | I mezzi di impugnazione | Riferimenti |

 

I riferimenti normativi del giudizio di equità li troviamo negli artt. 113, 114 e 339 ultimo comma c.p.c. Queste tre disposizioni si integrano a vicenda. Il primo comma dell'art. 113 contrappone la pronuncia secondo diritto a quella di equità. Se il giudizio di diritto consiste nell'applicazione al caso di specie della norma che lo disciplina in via generale ed astratta, il giudizio di equità dovrebbe esserne slegato. La norma non chiarisce fino a che punto si spinga l'autonomia del giudice che decide secondo equità. Questi limiti, però, possono essere desunti delle altre disposizioni. Preliminarmente dobbiamo distinguere tra l'equità integrativa e l'equità sostitutiva. La prima è impiegata nei rapporti contrattuali ed extracontrattuali per completare la disciplina normativa e generalmente per individuare l'elemento patrimoniale (V. ad esempio: artt. 1226, 1371, 1374, 1384, 1450, 1467, 1526, 1660, 1733, 1736, 1755, 2045, 2047, 2056, 2110, 2263 c.c., nonché l'art. 432 c.p.c.). La seconda viene impiegata per la decisione dell'intera controversia, in sostituzione della norma di diritto. Le disposizioni del codice di procedura civile si riferiscono a questo secondo tipo di equità. Quando la legge attribuisce al giudice il potere di decidere secondo equità, egli opera come legislat...

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