Bussola

Forme di notificazione ordinate dal giudice

10 Aprile 2016 |

Sommario

Inquadramento | Formalità | Sindacabilità | Ambiti di applicazione | Convenzioni internazionali | Mezzi della notificazione | Procedure fallimentari | Vizi della notifica | Riferimenti |

 

Il procedimento di notificazione non può di regola attuarsi attraverso il contatto diretto tra notificante e notificando. L'esigenza di certezza e garanzia che sovrintende alla disciplina delle notificazioni, ai fini dell'effettiva realizzazione della conoscenza legale, impone infatti, in ragione delle conseguenze processuali che di volta in volta ne derivano, che il procedimento sia governato da un soggetto terzo, istituzionalmente chiamato a svolgere l'incarico. Un temperamento a tale principio è, tuttavia, previsto dall'art. 151 c.p.c., il quale consente al giudice di ordinare forme di notificazione diverse da quelle stabilite dalla legge.   Rinvio Ulteriore temperamento al principio di non attuabilità del procedimento di notificazione attraverso il diretto contatto tra notificante e notificando si rinviene, nella legge 21 gennaio 1994, n. 53 e succ. modif. che ha attribuito agli avvocati la facoltà di notifica di atti civili, amministrativi e stragiudiziali. Di tale disciplina si è trattato nella «bussola» denominata «Notificazione a cura dell'avvocato», cui si fa rinvio.   Ai sensi dell'art. 151 c.p.c., il giudice può prescrivere, anche d'ufficio, con particolari modalità, che la notificazione sia eseguita in modo diverso da quello stabilito dalla legge, allorché ciò ...

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